Cyber security nel marittimo

Nella foto: L’ingegner Orietta Campironi della Messina.
ROMA – Si è parlato di “Cyber security nell’ambito marittimo-portuale” nel recente webinar organizzato da Assarmatori in collaborazione con Fise Uniport, entrambe aderenti a Conftrasporto-Confcommercio. È stata una discussione molto partecipata e con contenuti di livello.
Le tecnologie informatiche di gestione e di comunicazione di dati e informazioni, l’automazione sempre più avanzata sia dei sistemi di bordo che delle operazioni di terra – è stata la premessa – stanno fornendo opportunità di crescita e di sviluppo al comparto del trasporto marittimo difficilmente immaginabili fino a qualche anno fa.
A fare da “contraltare” a questo indiscusso progresso è la crescente esposizione delle organizzazioni agli attacchi informatici che sono ormai all’ordine del giorno e sempre più sofisticati.
Dopo i saluti introduttivi dell’ingegner Enrico Allieri (responsabile dell’area “Ship Technology, Maritime Safety & Environment di Assarmatori) ed una anteprima contenutistica sul versante nave e terminalistico, curate rispettivamente dall’ingegner Stefano Beduschi (deputy senior vice president Italia Marittima S.p.A. e presidente della Commissione Tecnica “Ship Technology, Maritime Safety & Environment” di Assarmatori) e dal comandante dottor Vito Leo Totorizzo (ISTO SPAMAT SRL, vice presidente di Uniport con delega all’ “Information & Communication Technology”), si è lasciato ampio spazio ai relatori chiamati al tavolo della discussione.
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“L’International Maritime Organization ci invita a creare un ecosistema cyber resiliente – le parole dell’ingegner Giacomo Speretta (senior vice president – Marketing, Business Development & Sales Strategy di Leonardo SpA) – la tutela dal rischio cibernetico diventa cruciale, dunque, anche per il settore marittimo, ed in questo contesto il supporto da parte di aziende specializzate in sicurezza globale diventa imprescindibile per le società del settore che vogliono tutelarsi dai rischi cibernetici. Non si può più navigare a vista”.
“Urge un innalzamento del livello di competenza, attenzione e consapevolezza – ha sintetizzato l’intervento del professor Zunino – In questo senso appare imprescindibile una mission di formazione strutturata e multidisciplinare, capace di offrire un quadro organico di competenze non solo tecniche ma anche organizzative, di governance e comportamentali”.
A completare il giro di interventi, l’ingegner Orietta Campironi (chief information officer di Ignazio Messina & C. SpA): “La Cyber security è sempre più un aspetto critico, essenziale per preservare la continuità e la sicurezza operativa, la sicurezza della nave, degli asset e delle persone”.
L’ingegner Stefano Beduschi ha sottolineato come il tema della Cyber security volente o nolente necessiterà degli investimenti da parte degli armatori, come accaduto obbligatoriamente sui vari standard di sicurezza delle navi.
Il professor Rodolfo Zunino ha chiesto agli armatori quante polizze assicurative sono state stipulate per la Cyber security. “Temo che la risposta sia zero. C’è un problema di percezione, di scollatura – ha continuato – ci sono assicurazioni per la merce che viaggia dall’India all’Inghilterra, ma nessuna assicurazione che ci garantisce contro un attacco hacker che possono “spostare” le coordinate GPS di 2 miglia, craccando il segnale. Eppure la seconda ipotesi è molto più attuale della prima, anche rispetto alla pirateria della Somalia e Nuova Guinea. Come si spiega?”
Si è parlato anche delle componenti della Cyber security: tecnologia, organizzazione e e formazione. E secondo il comandante Vito Totorizzo “molti porti usano la security in modo molto superficiale in generale, non solo la Cyber security. Il porto è diviso in 2 parti: uno non è sottoposta ad alcune vigilanza (se c’è è molto leggera), l’altra sì. Non ci sono più controlli come una volta: pochi finanzieri che sorvegliano, la Guardia Costiera fa orari di ufficio e la domenica nemmeno. Bisogna scuotere il governo a considerare fondamentale e prioritaria la securty (cyber e non)”.
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Da parte nostra, come “Gazzetta Marittima” abbiamo chiesto durante il webinar quali sono le proposte concrete per aumentare la consapevolezza e permettere la gestione di questo tema tanto caldo, sottolineando anche che occorre rendere fruibili tutte le considerazioni esposte. Da osservatori “esterni” è palpabile che la maggioranza delle aziende ha una bassa sensibilità e percezione in merito. Ricordiamo che hanno avuto un trend esponenziale gli attacchi informatici lo scorso 2021 (dal semplice “Ransomware”). Ovviamente, una strada più trafficata è soggetta ad incidenti dolosi e colposi.
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