Bacini, l’ora della verità
LIVORNO – Se ne parlerà, su richiesta, quasi certamente nella commissione consultiva che l’AdSP del Nord Tirreno ha convocato per mercoledì prossimo 26 gennaio: perché il sistema dei bacini di carenaggio livornesi, in particolare per quello che riguarda il grande e dismesso mega-bacino da 300 metri, non può più rimanere in stand-by a un anno o quasi dalla gara che l’ha assegnato al network della Benetti. Scaduti anche i tempi dei ricorsi al TAR, il gruppo che aveva conteso a Benetti la gestione (e le relative riparazioni) ovvero la Jobson, si starebbe facendo sotto con proposte di cooperazione. Avrebbe un carico di lavoro importante, già in cantiere e difficilmente “spendibile” in altri bacini. Ma i tempi stringono.
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In Benetti l’amministratore delegato non intende parlare della questione prima che l’AdSP gli abbia formalmente consegnato quanto messo in gara. È comprensibile, la faccenda è delicata e l’impegno economico importante, visto che già una decina d’anni fa circa il RINA aveva calcolato che sarebbero occorsi circa 20 milioni di euro per rimettere inefficienza il “bacinone”. Nel frattempo è affondata – e probabilmente distrutta – anche la barcaporta. Va dunque aggiunta anche la sua ricostruzione, che però potrebbe essere fatta da PIM a Piombino, dove già si sta completando una analoga struttura per il bacino di Marsiglia.
Che cosa manca dunque alla definitiva assegnazione del “sistema” bacini a Benetti? Il presidente dell’AdSP ha assicurato che è stato necessario attendere la chiusura dei termini per altri ricorsi. Adesso che ci siamo, dovremmo finalmente passare alla consegna. E a rimettere in funzione, prima possibile, un’opera che può rappresentare una fonte primaria di lavoro per l’intero porto.
A.F.
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