“Ok la semplificazione delle autorizzazioni paesaggistiche”
I costruttori di Ance Liguria: stop ai doppi vincoli, bloccano tutto
GENOVA. Ben venga il disegno di legge che, mediante delega al governo, punta a rivedere il codice dei beni culturali e del paesaggio là dove si occupa di procedure di autorizzazione paesaggistica: potrebbe rappresentare “una vera propria virata di bordo” e avrebbe effetti positivi “anche sugli interventi di rigenerazione urbana che risentono della stratificazione vincolistica e dei rallentamenti procedurali conseguenti”. A dirlo sonobi costruttori confindustriali di Ance Liguria, che se la prendono con il fatto che la loro regione è “per oltre il 90% del suo territorio” è coperto “da vincoli paesaggistici, sia stabiliti per legge che imposti con specifici decreti ministeriali”. Aggiungendo poi che è un territorio “per di più caratterizzato da una sovrapposizione degli stessi vincoli per conformazione territoriale con versanti immediatamente prossimi alle aree costiere ed edificate”.
L’Ance Liguria ritiene che tali nuove norme di legge semplificatorie “eviterebbero anche la neutralizzazione del silenzio assenso sui procedimenti amministrativi di cui si sta discutendo per la conversione in legge del decreto legge 25/2025 sulla funzionalità della pubblica amministrazione”.
Per l’organizzazione dei costruttori c’è da notare che, a dispetto dei tentativi di semplificazione amministrative, in fatto di autorizzazioni paesaggistiche “si continuano a registrare rallentamenti
e, in alcuni casi, anche blocchi per molte procedure edilizie private relative ai tanti immobili soggetti a vincolo paesaggistico o ubicati in aree o ambiti che rientrano sotto questi vincoli”.
A giudizio di Emanuele Ferraloro, numero uno di Ance Liguria, il problema principale sta “nella natura stessa della procedura che implica un provvedimento finale pluri-strutturato”.
“La decisione dell’amministrazione competente, il Comune, – afferma – richiede il consenso vincolante di un’altra amministrazione, le Sovrintendenze, con il rischio che queste ultime non si esprimano nel termine assegnato”.
C’è una doppia competenza e, secondo Ferraloro, è venuto il momento di calibrarla “in ragione sia delle caratteristiche degli interventi edilizi, molto spesso di entità minima, sia di quella che potrebbe essere definita una vera e propria massificazione degli interventi amministrativi che provoca la presentazione di un numero eccessivo di presentazione delle pratiche”. Tutto questo – insiste – ha “l’effetto indotto di trascurare proprio quegli interventi che avrebbero bisogno di maggiore attenzione”.
I costruttori liguri presentano un vademecum di modifiche procedurali: revisione del regime dei vincoli amministrativi;
possibile svincolo di aree che, “proprio per la concezione dinamica del paesaggio”, per i mutamenti introdotti, “non sono più meritevoli di tutela o richiedono forme di tutela qualitative architettoniche”;
modifica dell’assetto delle competenze (prevista nella legge delega) attraverso “l’attribuzione dell’autorizzazione paesaggistica semplificata” alla “competenza esclusiva degli enti locali previa verifica di conformità con il Piano paesaggistico regionale”;
miglioramenti riguardo all’”efficacia temporale dell’autorizzazione paesaggistica”;
rimodulazione dei termini;
previsione “in via espressa e generale” del silenzio assenso e di “altri meccanismi per il superamento dell’inerzia”;
eliminazione del “doppio passaggio” degli interventi edilizi conformi ai piani attuativi che sono stati già sottoposti a valutazione paesaggistica.
“Se attuate con buon senso, – avverte Ferraloro – queste misure migliorerebbero qualità e celerità degli interventi anche di rigenerazione urbana”.