Caso Ltm, sindacati e proprietà al tavolo dell’Authority
Guerrieri vede un qualche spiraglio: c’è una disponibilità dell’azienda
LIVORNO. Davanti al presidente dell’Authority labronica è andato in scena un nuovo atto dell’esplosivo caso Ltm che sta facendo salire la temperatura dell’agitazione sociale sulle banchine livornesi. Alle organizzazioni sindacali Cgil Cisl Uil dei lavoratori del porto non va proprio giù l’idea che la società Ltm abbandoni il proprio “mestiere”, quello di gestire nel porto di Livorno un terminal in Darsena 1 come realtà art. 18, per cambiare pelle e mansioni diventando un nuovo soggetto ma come impresa di operazioni portuali (art. 16). Con la paura relativa al destino di una cinquantina di addetti hanno messo la questione al centro dell’incontro: temono un bagno di sangue dal punto di vista dell’occupazione.

Palazzo Rosciano a Livorno, quartier generale dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale
Luciano Guerrieri, numero uno dell’Autorità di Sistema Portuale, ha messo attorno a un tavolo a Palazzo Rosciano i rappresentanti sindacali e i vertici della società terminalistica (il presidente Giuseppe Savarese e l’amministratore delegato Matteo Savelli). L’ha fatto ascoltando «con attenzione» le preoccupazioni espresse dai lavoratori: per Guerrieri dall’incontro è emersa la possibilità «di inquadrare la problematica e di tracciare un possibile percorso di sviluppo», come ha dichiarato in serata alla fine del faccia a faccia. In quale direzione? Obiettivo: «nel breve periodo consentire di salvaguardare gli attuali livelli occupazionali», comunque – ha aggiunto – con un occhio parimenti attento agli equilibri operativi dello scalo».
E per uscire dagli auspici e dare concretezza al risultato? Guerrieri intravede uno spiraglio: «Non possiamo non registrare la disponibilità del gruppo armatoriale che compone Ltm a dare piena continuità occupazionale, come peraltro è stato già fatto nel recente passato, quando si sono presentate le prime difficoltà a causa della contrazione dei traffici. Ci assicureremo quindi che i lavoratori non vengano lasciati soli».
Quanto al breve termine, si è detto: e su una prospettiva invece di più lungo termine? Lo scopo è quello di «inquadrare soluzioni compatibili con la scelta dell’amministrazione rispetto al futuro utilizzo delle aree oggi in concessione a Ltm», dicono da Palazzo Rosciano in una nota diffusa in serata. Aggiunge Guerrieri: «Bisognerà comprendere bene le dinamiche, avendo a mente la duplice priorità della salvaguardia occupazione e di un mantenimento di assetti sostenibili dell’organico del porto nel suo complesso», ha concluso il presidente, precisando che le soluzioni saranno individuate e condivise con la comunità portuale in sede di Organismo di partenariato.