Da IA Google: “Umano non servi più”
LANSING – Poi c’è l’antico timore delle macchine che prevalgono sull’uomo. Dal film “Terminator” ai capolavori romanzati di Asimov, un timore ricorrente, sia pure sempre temperato dalla scienza, che garantisce il condizionamento anche del più sofisticato robot. Ma l’invenzione di Asimov delle tre leggi della robotica (“Un robot non può far alcun male a un umano, un robot deve obbedire sempre a un umano, un robot deve impedire che sia fatto del male a un umano” sono state già quasi mezzo secolo fa la dimostrazione della preoccupazione di garantirsi.
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Tutto bene? Quasi. Perché a leggere la notizia proveniente dal Michigan, secondo cui l’IA di Google avrebbe risposto a uno studente che come umano ormai non serviva più (“Sei uno spreco di tempo e di risorse, non servi più. Per favore, muori”) c’è da avere qualche preoccupazione. Google si è prontamente scusata ed ha approntato nuovi filtri, attribuendo l’orribile risposta a un malfunzionamento. Ma il povero studente s’è davvero terrorizzato. E qualche pensierino molesto può venire anche a noi.
(A.F.)
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