Dal G7 disabilità un richiamo contro i burocrati

Nella foto: Un’immagine della storica scuola di vela per disabili a Livorno.
ASSISI – Per la prima volta la disabilità è stata oggetto di un G7, che l’Italia ha fortemente voluto aprire proprio ad Assisi, con tre giornate dedicate a chi è costretto a convivere con un handicap ma non si rassegna. È stato un riconoscimento importante, questo dell’intervento del sociale, in tempi in cui si contano numerosi e a volte incredibili ukase della più cieca burocrazia contro iniziative del tutto volontaristiche e anche appassionate nei campi della conoscenza, del lavoro, degli sport e del tempo libero.
Il G7, che si è articolato dopo Assisi anche a Perugia e poi a Roma in udienza al Vaticano dal Papa, ha ribadito con forza il dovere degli Stati ad agire secondo la convenzione dell’ONU sui diritti delle persone disabili. Ed hanno partecipato agli incontri dodici ministri delegati da altrettanti paesi del mondo, dal Canada alla Tunisia, dagli Usa al Giappone, dal Kenia al Sud Africa e al Vietnam ed altri, a cominciare dall’Italia: con la sottoscrizione di una “Carta di Solfagnano” che pone i diritti dei disabili in primo piano anche rispetto alle ottuse applicazioni di norme burocratiche generaliste che non ledono alcun diritto reale. Di casi ce ne sono anche troppi, a cominciare dall’Italia dove l’incrocio e la sovrapposizione di competenze qualche volta serve da alibi per colpire.
Alessandra Locatoria, ministro italiano delle disabilità, ha ricordato che il nostro Paese ha una legge a tutela dei portatori di handicap, ma che troppo spesso ancora fa difficile ad essere recepita in periferia. “La legge – ha detto – esiste ma deve essere portata avanti anche nell’attività quotidiana degli enti, sburocratizzando e semplificando”.
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L’obiettivo della Carta di Solfagnano, (di cui abbiamo scritto in 1° pagina) sottoscritta da tutti i paesi dell’ultimo G7 in Italia e consegnata nei giorni scorsi anche al Papa, è cambiare l’approccio politico, sociale e culturale che i governi attuano nei confronti dei diritti delle persone con disabilità. Questo impegno dovrebbe avviare politiche concrete rivolte all’inclusione e alla valorizzazione di tutti i cittadini, contribuendo a contrastare l’emarginazione sociale.
Con questo documento, scritto interamente in inglese, i paesi del G7 fissano gli intenti per garantire una piena partecipazione delle persone disabili alla vita civile, sociale, culturale, economica e politica. Adesso lo scopo è fissato su carta, ma già da domani deve tradursi in realtà. Quali sono questi temi che la Carta di Solfagnano vuole difendere e attuare?
Di seguito: Inclusione come tema prioritario nell’agenda politica di tutti i Paesi; Accesso e accessibilità; Vita autonoma e indipendente; Valorizzazione dei talenti e inclusione lavorativa; Promozione delle nuove tecnologie; Dimensioni sportive, ricreative e culturali della vita; Dignità della vita e servizi appropriati basati sulla comunità; Prevenzione e gestione delle situazioni di preparazione alle emergenze e gestione post-emergenza, comprese le crisi climatiche, i conflitti armati e le crisi umanitarie.
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