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Sull’…ipotetica Darsena Europa

LIVORNO – Dico subito che queste righe sono un esercizio dialettico su un tema che, per quanto rovente per il porto livornese – e per tutta l’area logistica – sembra rimanere ai (discutibili) livelli della politica.

Mi trovo dunque a ipotizzare, in attesa di eventi, quali sarebbero i risultati dell’invito del viceministro Rixi a completare almeno un piazzale della Darsena Europa e metterlo a frutto invece di aspettare il completamento totale, che richiederà anni e che – secondo Rixi – potrebbe risultare fuori tempo massimo rispetto ad altri progetti.

Il grande piazzale che già si vede dal consolidamento in atto della prima vasca (300 mila mq, non un ritaglio…) se utilizzato una volta in assetto non potrebbe che diventare un complemento del Terminal Darsena Toscana, perché sarebbe quest’ultimo ad avere la banchina – l’unica banchina – disponibile per utilizzarlo. Il TDT a sua volta ha presentato proprio nei giorni scorsi il suo nuovo piano operativo, che riconferma i traffici container ma anche una porzione “multipurpose” (auto in particolare). 300 mila metri quadrati di grandi piazzali e strutture collegate sarebbero una manna: e probabilmente attirerebbero anche eventuali offerte di partnership agli attuali titolari, il gruppo Grimaldi. Mi fermo, visto che l’argomento è rovente. Ma chi vuol capire capisce.

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Questa ipotesi non contraddice il piano di completare la Darsena Europa appena possibile. Conferma solo che per farlo i tempi saranno ancora lunghi.: già slittati un paio di volte e realisticamente parlando non prima di altri tre o quattro anni. C’è però, anche per la “semplice” valorizzazione e utilizzazione dei maxi-piazzali, l’irrisolto collo di bottiglia dell’ultimo miglio. Ne ho scritto tanto che l’amico Guerrieri mi ha accusato, sorridendo, di mania di persecuzione. Sfido a non considerare una fattura il sistema dei ponti girevoli sulla sfociata del canale dei navicelli verso la Darsena Toscana (e tanto più la futuribile Darsena Europa). Chiudo.

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Aspettiamo da almeno dieci anni – e qui un’ultima amara notazione – che la strettoia del Marzocco, accesso alla Darsena Toscana (che oggi è l’unica con due terminal dedicati ai container) sia allargata a 120 metri, con fondale adeguato alle navi da almeno 12/14 mila Teu. Anche questa una “neverending story” le cui responsabilità si perdono: crollo di uno dei pozzi, contenzioso con la ditta appaltatrice, rifacimento del progetto, tubi dell’Eni che hanno richiesto tempi infiniti per la rimozione e e la ricollocazione, delicatezza degli interventi sulla sponda nord per la sicurezza della torre del Magnale…Anche in questo caso, se tutto andrà bene il canale sarà operativo a 120 metri di larghezza e a 14 di profondità alla fine dell’anno prossimo. Potrebbe essere in contemporanea alla disponibilità dei primi 300 mila metri quadri di piazzali della Darsena Europa: e la banchina del TDT a quel punto sarebbe disponibile anche per le navi più grandi, come la banchina del Lorenzini &C lo sarebbe per le grandi MSC che oggi stentano a entrare. Con la Darsena Toscana fin talmente non più condizionata dal collo di bottiglia del Magnate, avremmo già un onorevole porto container, ricco di altri 300 mila mq di piazzali “vergini”.

È un’ipotesi la mia, un’ipotetica. Ma fa riflettere.

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Non diamo spazio, di solito, alle esternazioni politiche. Però c’è un senatore, Manfredi Potenti, che ha contestato il presidente della Regione Giani che contestava il viceministro Rixi. Ne ripotiamo per dovere di cronaca un brevissimo estratto, nel quale Potenti difende l’idea di Rixi.

“Il presidente Giani attribuisce ingiustamente presunti tagli (sulla Darsena Europa, n.d.r.) al Governo. Nessun taglio, anzi! Tuttavia, il Governo è chiamato a togliere dalle “secche” il progetto di Darsena Europa, di lunga realizzazione ed enormemente sovradimensionato proprio per colpa della Regione e della sinistra, che hanno un’idea poco razionale del concetto di spesa pubblica. Il vice ministro Rixi richiede un’urgente soluzione di impiego operativo della Darsena e questo spinge Giani a farne una propria idea, con sparate elettorali. Invitiamo il presidente a cominciare a considerare Livorno come un potenziale hub logistico, cittá portuale che merita una gestione infrastrutturale non improvvisata”. 

Passo e chiudo. Satis est.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
16 Ottobre 2024

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