Burrasca Rixi sulla livornese Darsena Europa
LIVORNO – Un’intervista del viceministro del MIT Edoardo Rixi ha contestato in questi giorni da Napoli i ritardi sulla Darsena Europa, i tempi lunghi per i collegamenti su ferro del porto labronico e un “eccesso di ipotetica offerta di banchine” rispetto alle reali capacità delle reti TEN-T.
In risposta al viceministro – che per molti osservatori è dichiaratamente Genova/dipendente – s’é mosso prima di tutto il mondo politico di opposizione al governo: dal sindaco Salvetti al livornese responsabile infrastrutture del Pd toscano Francesco Gazzetti, hanno sparato a palle incatenate ricordando a Rixi che tutta l’area logistica costiera aspetta da tempo che il MIT vari la ZLS e che i ritardi dei collegamenti ferroviari dipendono anche dai finanziamenti statali.
* * *
Botta e risposta. Ma lasciando da parte la politica, bisognerà valutare con attenzione quanto il viceministro ha detto sull’eventuale e difficilmente contestabile corsa dei porti – come quelli del quadrante nordovest – “verso un eccesso di capacità rispetto alle linee ferroviarie disponibili”. Ancora: “Perché non affrettarsi a mettere in utilizzo i piazzali già realizzati con il riempimento della prima vasca di colmata da 300 mila mq, invece di aspettare il completamento di tutta la Darsena”, cioè tra almeno altri tre anni? “Se altri porti offriranno prima nuovi piazzali – Rixi conclude – rischiamo che quelli della Darsena Europa rimangano vuoti”.
[hidepost]
* * *
A prescindere dalla “genovesità” di Rixi, l’analisi del viceministro non può essere contestata tout court. È indubbio che la Darsena Europa, anche così come è rivista dal primitivo grandioso progetto di Piattaforma, presenta numerosi problemi di collegamenti sull’ultimo miglio: dai famigerati e tante volte da noi criticati ponti girevoli della ferrovia sulle porte vinciane (che la Regione s’ostina a mantenere con il progetto di rifare il ponte del Calambrone ad altezza insufficiente per i traffici del Canale dei Navicelli) alle rotture di traffico Fs con il retroporto Vespucci (tempi eterni per lo “scavalco”) e di traffico stradale con il casello dell’autostrada.
Le colpe? L’AdSP ha fatto e fa quello che può, impegnando le risorse economiche disponibili e coinvolgendo i privati nella parte piazzali: ma è evidente che le problematiche denunciate da Rixi non sono risolvibili da Palazzo Rosciano: coinvolgono lo stesso MIT, coinvolgono in particolare la Regione Toscana, coinvolgono forse anche il cluster portuale che sul tema da tempo sussurra quando invece dovrebbe gridare come un’aquila da combattimento.
Aspettiamo repliche, ammesso che qualcuno ci legga.
(A.F.)
[/hidepost]