Relitti nei porti, novità
MILANO – In un mondo iperconnesso e iper-digitalizzato, la tecnologia sta diventando sempre di più uno strumento imprescindibile per le varie attività quotidiane. Dallo smartphone alla domotica, passando per la spesa al supermercato o per un acquisto online, la digitalizzazione della vita è una dinamica che coinvolge sempre di più. Sui porti sta diventando d’obbligo, anche se poi in molti casi le pratiche cartacee continuano.
Come riporta il sito d’indagine specializzato Datareportal nel suo Digital 2024 Global Overview Report, ad aprile 2024 erano ben 5,44 miliardi gli utenti con accesso alla rete internet a livello globale, che rappresentano il 67% della popolazione totale mondiale. Considerando solamente gli ultimi 12 mesi d’indagine, il numero totale di nuovi user è stato pari a 178 milioni.
Questo aumento della disponibilità di accesso alla rete internet è favorito – riferisce l’indagine – da una sempre crescente diffusione dei sistemi di collegamento online in molte zone del mondo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Una tendenza che oggi trova conferme anche nel settore delle aste, che riguarda per quello che interessa la logistica le navi in disarmo ma anche le aziende di trasporto merci. Se in passato tutte le vendite all’incanto si tenevano di persona e richiedevano la presenza fisica degli acquirenti, del venditore e del banditore, oggi invece, molte auction house offrono la possibilità di partecipare da remoto grazie al supporto della tecnologia e del digitale.
Il sito Verified Market Research riporta che le “online auctions” nelle case d’asta in Europa hanno generato un mercato dal valore complessivo di 406 milioni di dollari nel 2023 e si prevede che raggiungerà i 724 milioni di dollari entro il 2030 (+78%), con un tasso composto di crescita annuale pari a 7,5%. Quadri, cimeli, monete, macchine, camion, magazzini, case e moltissime altre tipologie di beni possono essere vendute e acquistate all’asta.
Il tema sembra finalmente entrato anche nel meccanismo della logistica, per quello che riguarda le navi in disarmo o sequestrate per inadempienze, che spesso creano problemi occupando banchine altrimenti produttive. Si stanno anche sviluppando, per iniziative di giovani, start-Up proprio per la vendita di relitti navali: alle quali le AdSP sono ora chiamate a riferirsi.