L’IA e la sindrome Frankenstein

Non è facile, per chi non è mai entrato nel mondo specialistico dell’informatica più avanzata, far fronte alla massa di notizie, comprese le fake news, giornalmente in circolazione sull’Intelligenza Artificiale. E c’è anche chi alla fine si preoccupa, ipotizzando un mondo comandato dai robot o simili. Come il  lettore Aldo Tamberi di Piombino.

Non sono un esperto di computer, anzi me ne tengo alla larga finché possibile, compresi i telefonini più avanzati. Però gli amici scherzano facendomi intravedere un mondo in cui senza cellulari avanzati, PEC, personal/code, password anche solo per entrare in un bar, non si potrà più far niente. Mi chiedo: ma dove stiamo andando?

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Il signor Aldo non ci dice la sua età, però potremmo ipotizzare che non faccia più parte degli anni verdi. In effetti, oggi i ragazzini di soli dieci anni maneggiano il loro telefonino, per ricerche avanzate sul web, colloqui whatsapp anche con l’altra parte del mondo, giochi (e pure accessi proibiti) che è francamente difficile seguire.

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