Quei porti cimiteri delle navi

Daniele Rossi
RAVENNA – 🎙️ Presidente Rossi, avete il triste record del cimitero di navi abbandonate…
🗣️ “Premesso che non siamo gli unici, perché in Italia sono centinaia i relitti abbandonati nei porti o negli avamporti, abbiamo da tempo affrontato il problema. Che però si è dimostrato più complesso e specialmente più costoso di ogni previsione. La ripulitura completata relitti abbandonati costerà , secondo gli ultimi calcoli, intorno ai 13 milioni di euro. Al momento abbiamo 2,5 milioni dai fondi ministeriali e ne stiamo rastrellando 4/5 dai nostri bilanci: abbiamo appaltato la demolizione di tre relitti, ma dobbiamo procedere per gradi. Bastano queste cifre per far capire quanto tutto sia difficile: anzi, drammatico. In tempi già duri come questi”.
🎙️ Ma perché si consente agli armatori di abbandonare queste vecchie carrette, senza i relativi oneri di smaltimento?
🗣️ “Perché le normative nazionali e internazionali non ci tutelano abbastanza. Molti degli armatori in questione sono iscritti in paradisi fiscali e pressoché irraggiungibili, come abbiamo dovuto constatare anche nelle numerose cause intentate. Non c’è nemmeno tutela sul piano delle normative sui rifiuti. A stretto rigor di legge, le navi non sono rifiuti e quindi niente penale a chi le abbandona. Come invece accade a chi abbandona anche pochi pezzi di ferraccio…”.
🎙️ Non si è tentato, a livello nazionale, di rimediare?
🗣️ “Con Assoporti provammo a proporre una legge ad hoc, ma è rimasta lì, senza decollare. Eppure ci aveva dato una mano anche il Corpo delle Capitanerie”.
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🎙️ Paradisi fiscali, armatori fantasma dell’est Mediterraneo: eppure nessuno ci prova, per esempio, sulle coste sui porti della Turchia.
🗣️ “Perché Erdogan ha usato il pugno di ferro. Poi anche perché i nostri scali, specie adriatici, sono stati a lungo punto di approdo delle rinfusiere, che arrivavano dal Mar Nero. Bloccata quella rotta, dopo aver scaricato i loro prodotti, è convenuto agli armatori abbandonarle alla pirateria”.
🎙️ Secondo gli ultimi dati, ci sarebbero oltre 700 relitti nei porti italiani…
🗣️ “E forse anche di piĂą. Per questo c’è necessitĂ assoluta di un intervento straordinario dello Stato. Se non si liberano i porti d questi oneri – noi negli anni abbiamo ridotto il nostro “cimitero”, ma con enormi sacifici – parlare di riforme sostanziali ha poco senso”.
🎙️ A proposito di riforma, girano tante ipotesi.
🗣️ “La riforma è necessaria, anche perché la legge 84/94 e anche i successivi ritocchi sono ormai datati, riferiti a tempi non più reali. Ma non dobbiamo correre il rischio di fare le cose di fretta, pur di fare. Ogni passaggio va valutato con attenzione, anche sulle ricadute collaterali. Meglio un giorno di più che non un intervento sbagliato”.
🎙️ In questa chiave, l’associazione dei porti sembra un po’ troppo in sordina.
🗣️ “Assoporti non è un sindacato, è un organismo atipico con compiti di raccordo tra AdSP e Ministero: non può né deve fare politica: Voglio aggiungere che il presidente Giampieri sta lavorando bene, è in costante contatto con tutti noi e con il Ministero, il suo impegno si vede ed è apprezzato. Anche sul piano della discussione interna”.
🎙️ Discussione o divergenze?
🗣️ “Parlo di discussione, sui temi che riguardano la rappresentanza dell’associazione e sugli indirizzi da assumere per tutelare il nostro lavoro. Questi sono tempi difficili per tutti, l’importante è lavorare insieme perché il sistema dei sistemi funzioni al meglio possibile”.
Antonio Fulvi
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