Avvisatore avvisato mezzo salvato?
LIVORNO – La torre azzurra dell’Avvisatore Marittimo del porto sta diventando argomento del giorno in chiave interrogativa a livello non solo dei diretti gestori del grande impianto, ma anche del cluster portuale. Già a metà novembre il sindaco Salvetti ha risposto a un “question time” in consiglio comunale sul fatto che nel progetto AdSP della nuova “torre” per i servizi portuali sulla calata Orlando non sembra esserci destinazione anche per l’Avvisatore (il che lascia presumere che la torre azzurra non sia da cancellare). La recente comunicazione del rifiuto della concessione quadriennale all’Avvisatore da parte dell’ufficio demanio dell’Authority è rimbalzata ovviamente su tutti i fruitori del servizio, dalle associazioni operative alla stessa Capitaneria di Porto e alle agenzie delle linee armatoriali. E se da palazzo Rosciano si sottolinea che non ci sono decisioni ostative al servizio, ma solo le ricadute di un recupero storico-culturale del Forte della Bocca programmato negli anni a venire, chi utilizza quotidianamente i suddetti servizi si chiede se i termini ultimativi (10 giorni) imposti dall’ufficio demanio dello stesso palazzo non siano preoccupanti per il rinnovo della concessione, condizione indispensabile per continuare a operare.
L’Avvisatore Marittimo – si legge nella descrizione del servizio – dal 1909 svolge il servizio di avvistamento navi e comunicazioni nel porto di Livorno, registrazione e certificazione dati relativi agli orari di arrivo, partenza e movimento delle navi mercantili, assistenza alle comunicazioni tra navi ed agenzie.
L’Avvisatore Marittimo è stazione costiera con assegnato codice MMSI e unico soggetto autorizzato, oltre alle Capitanerie di Porto, all’utilizzo del sistema AIS anche in trasmissione ai sensi dell’art 9bis d.lgs 196/2005.
Le risorse umane e materiali che costituiscono l’organizzazione dell’Avvisatore Marittimo possono essere considerate quali utili elementi nella pianificazione delle attività tecnico-nautico-operative in materia di sicurezza della navigazione, salvaguardia della vita umana in mare e protezione dell’ecosistema marino e costiero.
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Siamo subito arrivati alle polemiche: perché dopo la risposta ufficiosa del presidente Guerrieri dalle nostre colonne – in sostanza, la concessione sarà ripetuta anno per anno, solo per motivi d’ufficio in attesa che maturino i lavori di recupero storico del Forte della Bocca – c’è stata la visita alla torre azzurra del parlamentare della Lega onorevole Potenti (commissione trasporti della Camera) con i gruppo comunale livornese guidato dal Ghiozzi e – sui due quotidiani locali – il piccato intervento del segretario generale dell’AdSP Matteo Paroli, che ha sculacciato i Moniga per essersi rivolti alla stampa invece che a palazzo Rosciano.
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L’avvocato Paroli che abbiamo sempre riconosciuto essere il pezzo forte dell’apparato dell’AdSP livornese, in questa occasione ha cercato di difendere l’ukase davvero pesante del suo ufficio demanio, ma ha dovuto arrampicarsi sugli specchi.
Spettava all’Avvisatore – ha sostenuto in sintesi – contattare palazzo Rosciano per chiedere “comprensione”, ovvero ricordare l’importanza del suo lavoro 24/24 sia per le navi che per il porto, perorare un impegno per una nuova collocazione se e quando dovrà essere demolita la torre; pregare intanto la conferma della concessione, forse anche “con il cappello in mano”.
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Non ce ne voglia l’amico Paroli, ma a parer nostro doveva invece essere l’AdSP a spiegare a priori perché la torre azzurra domani, dopodomani o chissà quando (i lavori del Forte non sembrano tra le urgenze operative, anche se certamente lodevoli) dovrà essere demolita; e specialmente, a garantire che a quel punto il servizio- fondamentale anche sul piano della funzionalità del porto – sarà allocato altrove, in posizione cònsona, forse sulla futura torre per piloti e rimorchiatori annunciata e in progetto, ma per la quale non si è mai parlato dell’Avvisatore Marittimo.
Così come è stata impostata la comunicazione dell’ufficio demanio – in termini burocraticamente imperativi, con un atteggiamento già altre volte criticato – sà di sottovalutazione del servizio, quasi di sinecura o di fastidio per un’iniziativa privata che di fatto regola da più di cento anni tutti i traffici portuali nei loro orari e registrandone i fatti (lo stesso ufficio statistiche dell’AdSP se ne serve: anche se qualcuno dice che intenderebbe fare per conto proprio, non si sa bene su che basi) è prezioso per tutti, Capitaneria di porto compresa.
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La speranza oggi è di non incancrenire la vicenda, arrivando a soluzioni condivise nell’interesse dell’importante servizio portuale.
Non vanno dimenticati, a nostro parere, l’impegno risalente alla costruzione della torre nel 1974- pagata tutta a spese loro- i riconoscimenti nazionali e internazionali al servizio, la sua essenza indispensabile, il suo patrimonio di dati che fanno parte della cultura del porto e della portualità.
Coraggio, il brutto Avviso all’Avvisatore diventi anche la garanzia del suo salvataggio.
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