Una nave, un auspicio
LIVORNO – Un’immagine, quella che vi proponiamo qui sopra, che abbiamo visto come la sintesi di un momento particolare del nostro mondo: la grande nave da crociera “Costa Pacifica”, attraccata (con tanto di prua sporgente perché non ci stava…) alla banchina ad alto fondale del porto labronico, dietro al fervore del terminal dei rinfusi, colmo di materiali per l’edilizia.
Perché immagine simbolica?
Per due motivi: il nome della nave, quel “Pacifica” che proprio in questi giorni di rinnovate stragi in Medio Oriente sembra un’invocazione: e perché i duemila duecento ospiti della grande nave, più gli oltre mille dell’equipaggio e dei servizi, rappresentavano i simboli di un mondo in pace, dedicato al lavoro e insieme al relax.
Molti di noi si svegliano, in queste mattine, sperando di aver avuto un incubo e che tutto sia tornato “normale”: perché da sabato scorso molte cose stanno cambiando, e non in meglio.
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“Costa Pacifica”, una delle ammiraglie della compagnia di crociere della tradizione italiana, attracca regolarmente anche a Livorno: per lo meno quando trova posto. Lunedì è arrivata nel primo pomeriggio, ha sbarcato più di un migliaia di turisti – subito proiettati specialmente nelle vicine città d’arte – ed è ripartita in nottata. Un ritmo accelerato, ma il porto era stipato di navi traghetto, navi ro/ro e portacointainer, con all’orizzonte la ormai consueta corte di navi all’ancora in attesa di trovar posto.
È un’immagine che ben coglie il momento di passaggio dell’economia marittima dell’intera nostra Nazione.
Aspettando, ma non con le mani in mano.
(A.F.)
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