“Il cavallo non beve”, i mercati stentano

Andrea Monti
GUASTICCE – Dall’interporto Vespucci, retroporto più o meno in attesa di altri sviluppi del sistema di Livorno e Piombino (ma non solo) l’analisi che ormai mensilmente chiediamo ad 👤 Andrea Monti di SOGESE spazia in tutto il mondo dei contenitori, traffici, noleggi e andamenti dei relativi mercati.
Reduce dal salone di Amburgo, Andrea Monti ci conferma quanto già aveva inquadrato il mese scorso: l’intera logistica mondiale è in affanno, per la coincidenza dell’inflazione mondiale e in particolare negli USA, dove “il cavallo non beve”, cioè i consumi sono in frenata: di conseguenza diminuiscono anche le importazioni dai paesi produttori, come conseguenza naturale o come politica imposta, verso il più grande produttore a bassi costi cioè la Cina. Il cambio di mercati della produzione, cioè il ricorso all’India, al Vietnam (ironia della Storia..!) e ai paesi “minori” del Sud-Est asiatico ancora non è in grado di compensare.
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🎙️ Quali sono, Andrea, i riflessi sul mercato nazionale?
🗣️ “Inutile nasconderci che il mercato sta soffrendo, e le imprese più deboli sono in difficoltà. Per molti è il momento della verità, come non si verificava da anni. Però volendo cogliere anche qualche aspetto se non positivo almeno di speranza, sembra che la caduta dei noli marittimi – con le conseguenze che gli armatori riducono le corse, i tempi si allungano e la ricerca di spazi diventa anch’essa un mercanteggiare – stia rallentando. Gli studi di una delle agenzie di analisi inglesi più accreditate parlano di progressiva stabilizzazione dei costi. A loro volta gli armatori hanno preso atto della realtà ed hanno – solo temporaneamente? – fermato gli ordini delle mega-navi per concentrarsi sulle 10/12 mila Teu, che sono accessibili anche ai porti meno strutturati. I porti stessi stanno puntando sul velocizzare, automatizzare, ridurre costi e attese. Rotterdam, per esempio, sta varando una banchina totalmente automatica. Da noi siamo ancora indietro, salvo forse GIOIA TAURO, che però è ancora in parte carente a terra sui grandi collegamenti logistici.
🎙️ In sostanza, l’Italia è messa male…
🗣️ “Perché influiscono tanti fattori: la dipendenza dall’economia Usa, che soffre: la Germania in recessione con Pil negativo da una decina di mesi (e l’Italia produce molto per l’apparato industriale tedesco): gli aumenti dei costi generali del trasporto, con il caro-carburanti che mette in ginocchio molte imprese camionistiche… Ma alla fine, l’Italia ne ha passate anche di peggio, chi ha coraggio e perseveranza riesce ancora a sfangare”.
🎙️ C’è chi dice che la fine dell’anno segna sempre una ripresa, in vista dei consumi delle feste natalizie…
🗣️ “Al momento questa tradizione non sembra ancora funzionare. Le prospettive statistiche sono per un Natale difficile. Dobbiamo ancora stringere i denti, ricordando che ormai le economie mondiali sono strettamente interconnesse e non esistono più oasi felici”.
(A.F.)
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