Tecnologie mortificate dai visti
LIVORNO – Per legge fisica ben nota, i corpi solidi sono non compenetrabili. Così, con il crescere delle dimensioni delle navi d’oggi – e specialmente quelle di domani – sono pochi i porti italiani che non presentano problemi di manovra, attracco o gestione.
Le grandi navi di Grimaldi hanno avuto ed hanno i loro problemi, viste le code all’ancora delle scorse settimane. E ovunque si tende a correre ai ripari.
Livorno ed Olbia, tra gli ultimi, stanno affrontando il tema specifico: con ordinanze della Capitaneria sono stati disciplinati i transiti delle imbarcazioni e natanti durante le manovre dei grandi “Moby”, ma si sta guardando oltre: a Livorno verrà modificato il profilo della palancolata della calata Sgarallino, allargandola senza interferire con la poligonale dei transiti in modo da poter utilizzare tutti e tre i portelloni poppieri dei traghetti.
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Un provvedimento tecnicamente apprezzabile, economicamente sostenibile, con un unico difetto: considerati i tempi della burocrazia, se sarà fatto avverrà non oltre la metà dell’anno prossimo: l’incrocio dei visti per un provvedimento tutto sommato tecnicamente modello è impressionante. L’allargamento del pontile avverrà quando sarà trascorso il periodo più pericoloso per la manovra, quello dei forti venti invernali. Ma dobbiamo rassegnarci: contro l’ottuso sovrapporsi dei troppi passaggi burocratici, nemmeno Dio stesso sembrerebbe potercela fare.
(A.F.)
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