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Giovani e lavoro, tra opportunità e impegno

Nelle foto: Il tavolo delle autorità.

LIVORNO – Vale la pena di approfondire il tema centrale, illustrato nei giorni scorsi anche su queste pagine, della cerimonia all’Istituto Nautico Cappellini con la consegna delle borse di studio del Gruppo Neri ai migliori studenti del settore professionale.

Il cavaliere del lavoro Piero Neri, ma anche tutte le autorità al tavolo della presidenza, hanno voluto sottolineare l’importanza di una sempre maggiore integrazione tra la scuola e il lavoro, ovvero tra chi studia in ambito delle materie professionali e le aziende di comparto: prima di tutte quelle del settore marittimo e portuale, dove sempre più forte è sentita l’esigenza di un ricambio generazionale specialmente a bordo. Negli uffici, nelle officine ma specialmente sulle navi e sui rimorchiatori, è in corso una vera e propria “caccia” ai giovani: purché siano preparati, motivati ed abbiano voglia di lavorare, in comparti che spesso richiedono – specie all’inizio di carriera – anche una buona dose di dedizione e – perché no? – anche di sacrificio dell’agognato tempo libero. Una vocazione che in altri tempi era normale, praticamente scontata: ma oggi sembra diventata rara nelle giovani generazioni, forse “viziate” da anni di benessere e di totale dedizione da parte delle famiglie.

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Un’analisi questa forse brutale, ma che è emersa anche in altri contesti. Da più parti si rileva che nel campo del volontariato sociale le percentuali di giovani stanno pericolosamente calando; le compagnie di navigazione sono all’affannosa caccia di personale anche con modeste qualifiche (camerieri, addetti alle pulizie, età); tra i lavoratori portuali gli “anta” sono sempre in percentuale alta rispetto ai nuovi; lo stesso dicasi nel mondo dei servizi in generale, sia pure con la giustificazione di retribuzioni non sempre appetibili.

Il fenomeno, sia pure senza calcare la mano, è stato richiamato anche dal cavaliere del lavoro Piero Neri che nella sua introduzione alla cerimonia delle borse di studio – che come già scrivemmo consistono in tre mesi di lavoro retribuito nelle aziende del gruppo – ha ricordato come nelle precedenti edizioni non tutti gli studenti che hanno “assaggiato” il lavoro offerto loro nelle aziende Neri hanno poi confermato l’offerta.

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Scuola, lavoro: ovvero più interlocuzione tra le istituzioni scolastiche a livello professionale e le aziende: nella fattispecie, le aziende del mondo della Portualità ma non solo. Piero Neri ha parlato non soltanto come titolare del composito gruppo marittimo-portuale, ma anche come presidente di Confindustria dell’area costiera Livorno-Massa Carrara, un’area che sta tessendo importanti relazioni anche con quella industriale del Centro della Toscana allo scopo di aumentare il proprio peso specifico anche nei rapporti con le istituzioni. Su Livorno intanto Confindustria sta facendo molto: in accordo con il quotidiano locale Il Tirreno ha portato avanti non solo concorsi studenteschi ma anche approfondimenti significativi sulle opportunità e sulle esigenze del mondo delle imprese (tra gli interventi nella cerimonia anche quello del vicedirettore del giornale Cristiano Meoni). Un leit motiv ribadito da tutte le autorità presenti. Dal vescovo monsignor Simone Giusti al sindaco Luca Salvetti, dal prefetto Paolo D’Attilio al comandante della Capitaneria contrammiraglio Gaetano Angora, dal comandante dei carabinieri Piercarmine Sica al colonnello della stazione navale della Finanza Gianluca Bagnardi, dal comandante dei vigili del fuoco Ugo D’Anna al vicequestore Alfredo Matteucci. 

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Nelle foto: La premiazione di una vincitrice la dottoressa Maria Rosaria Caprio.

Da sottolineare, in chiusura, che nell’area costiera toscana non mancano né le opportunità di un lavoro qualificato, né le scuole di formazione. Solo per riferirsi a queste ultime, basta ricordare che gli studenti premiati (ne abbiamo pubblicato l’elenco nel numero scorso del nostro giornale) appartengono non solo all’Istituto Nautico Cappellini (capitani e apparati) ma anche al professionale Vespucci Colombo e infine al Polo dei Sistemi Logistici dell’Università di Pisa ubicato a Livorno. Per non citare infine i tanti corsi di formazione professionale svolti da gruppi privati, sindacati e aziende stesse. Non trovare lavoro dunque oggi sembrerebbe più una mancanza di buona volontà e di spirito di sacrificio che non alla mancanza di offerte di lavoro stesse. (A.F.)

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Pubblicato il
10 Giugno 2023

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