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Submarine Rescue ed altro

Sergio Cappelletti

GENOVA – I recenti avvenimenti nell’ambito della tragica guerra in Ucraina, con il sabotaggio del gasdotto nel Nord dell’Atlantico, hanno confermato la necessità per ogni Nazione di proteggere meglio i propri impianti sottomarini, siano essi gasdotti, oleodotti o cavi delle comunicazioni riservate.

Da qui la nuova unità SDO-SuRS (Special and Diving Operations – Submarine Rescue Ship) come risposta della Marina Militare e della cantieristica nazionale per il supporto alle operazioni speciali, a quelle subacquee e per il soccorso sommergibili sinistrati, nonché alla crescente esigenza di protezione delle vitali infrastrutture subacquee del Mediterraneo. 

La nave, in costruzione nel rinomato cantiere T. Mariotti, fornirà inoltre supporto alle nuove generazioni di droni e sommergibili, anch’essi sviluppati da aziende italiane, grazie all’eccellenza del settore ed al coordinamento che verrà fornito dal nascente Polo Nazionale della Subacquea. 

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Elemento centrale delle capacità diving della nave sarà costituito dall’impianto di immersione in saturazione di produzione della livornese DRASS denominato “Serie 100”.

Il sistema permetterà a 12 operatori subacquei del GOS (Gruppo Operativo Subacquei) del COMSUBIN della Marina Militare di condurre immersioni in saturazione fino ad una quota di 300 metri.

Il cantiere T. Mariotti integrerà inoltre, su questa piattaforma avanzata, strumenti sofisticati quali sensori elettroacustici (sonar multifrequenze e scanner rimorchiati), sistemi idro-oceanografici con sonde trainate, veicoli subacquei filoguidati (ROV – Remote Operate Vehicle) e veicoli autonomi (AUV – Autonomous Underwater Vehicle).

Ulteriore elemento di grande valenza tecnologica sarà la capacità di imbarcare in tempi rapidissimi il sistema di soccorso sommergibili aerotrasportabile SAVER, realizzato dalla RTI Drass – SAIPEM.

Grazie ai sensori di bordo la nave sarà in grado di localizzare un sommergibile sinistrato posato sul fondo, mantenersi sulla verticale di quest’ultimo attraverso l’utilizzo del sistema di posizionamento dinamico DP (Dynamic Positioning) e prestare soccorso al personale intrappolato a bordo attraverso il sistema SAVER.

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L’unità SDO-SuRS rappresenta una delle piattaforme più avanzate al mondo – sottolinea una nota congiunta delle aziende coinvolte – realizzate per questo scopo, il cui fiore all’occhiello è rappresentato dalla polivalenza operativa, che non si limita alle funzioni di soccorso sommergibili e al supporto delle operazione speciali del COMSUBIN, ma copre un più ampio spettro di operazioni subacquee, anche in ambito civile, quali ricerca di elementi inquinanti, l’esplorazione dei fondali, il supporto all’archeologia marina e l’attività di riparazione e manutenzione strutturale di infrastrutture posate sui fondali.

👤 Marco Ghiglione, managing director di T. Mariotti 🗣 “Servire l’Industria della Difesa realizzando la nave SDO-SuRS è motivo di prestigio per la nostra attività e per il Made in Italy quale simbolo di eccellenza manifatturiera. Consegneremo alla Marina Militare Italiana un concept italiano in cui confluiscono le migliori professionalità italiane, come quella di DRASS che fornirà il sistema diving, elemento caratterizzante dell’unità navale”.

👤 Sergio Cappelletti, managing director di DRASS ha commentato: 🗣 “Siamo grati alla Marina Militare italiana ed al Cantiere Mariotti per il coinvolgimento in questa importante iniziativa. Il progetto SDO-SuRS è emblematico dell’eccezionale valenza dell’industria cantieristica e subacquea nazionale, e rappresenta la più completa e tecnologicamente avanzata unità di intervento sottomarino e di soccorso sommergibili al mondo”.

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Pubblicato il
22 Febbraio 2023

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