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Blocco ai “raffinati” russi: nuovi problemi?

Michele Marsiglia

ROMA – Il presidente di FederPetroli 👤 Michele Marsiglia non si allinea sempre con chi decanta la soluzione dei problemi energetici per l’Italia.

In una recente intervista sul sito dell’associazione, ha espresso la preoccupazione per l’arrivo del blocco ai prodotti raffinati del petrolio russi, che non saranno più acquistati dai Paesi aderenti alle misure restrittive nei confronti di Putin, tra cui l’Italia.

Una situazione che a suo dire grava ancor di più sul nostro complicato panorama energetico.

🗣 «La prima problematica verte sulla mancanza di infrastrutture», dice Michele Marsiglia nell’intervista. Altra preoccupazione all’ostruzionismo dei NIMBY ai rigassificatori galleggianti di Piombino e Ravenna, con la decisione attesa dal TAR del Lazio per l’8 marzo prossimo.

🗣 «In merito alla deficienza di infrastrutture – ha detto ancora – parlo di rigassificatori inesistenti, gasdotti e oleodotti non al massimo dell’operatività. Siamo stati bravi a stringere i rapporti di cooperazione e fornitura internazionali, ma se non abbiamo strutture per ricevere il gas, rischiamo di perderlo a vantaggio di altri in Europa.

Il secondo punto è il Mercato e, non parlo solo di quello del gas ma del greggio.

Ormai gli scambi internazionali viaggiano a una velocità estrema che porta la speculazione giornaliera in una fase di massima volatilità, la strategia non è di inserire tetti ai prezzi o meglio eliminare piattaforme di libero scambio e contrattazione di derivati, bensì prepararsi con operazioni di copertura finanziaria che permettano alle aziende di essere competitive. Questo manca e tutto si traduce in un forte gap strutturale, economico e finanziario».

Il blocco dei raffinati russi, gasolio e benzine, preoccupa Marsiglia.

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🗣 «Negli ultimi mesi l’Europa ha acquistato ingenti quantitativi di carburanti russi per poter fare scorta prima del blocco del 5 febbraio. Nonostante l’indotto di raffinerie europee e in particolare le nostre italiane, non si riesce a soddisfare il fabbisogno interno di produzione, sia per una questione di pura raffinazione sia per convenienza.

Il prodotto russo acquistato finito è più vantaggioso rispetto a lavorare parte del greggio e trasformarlo. Il blocco porterà un cambiamento sul mercato internazionale.

Ci saranno altri canali di approvvigionamento, principalmente da parte dell’Europa e questo si tradurrà per forza di cose in un aumento del costo del prodotto per i consumatori non solo italiani».

🗣 «Il conflitto russo-ucraino è ancora molto acceso – ha aggiunto Marsiglia – e negli ultimi giorni assistiamo alla ricomparsa dell’Iran, Paese per noi di notevole importanza per l’ottimo greggio, e in Medio Oriente e Africa ci sono situazioni alquanto delicate. Tutto questo è una fotografia di una scena geopolitica che dall’oggi al domani può presentare imminenti cambiamenti, principalmente sul mercato dell’Oil&Gas. Forse sul prezzo delle bollette, grazie al clima mite di queste settimane, agli stoccaggi europei molto alti e al minor consumo industriale, incominciamo a vedere la luce e qualche risparmio ma, non illudiamoci, il costo del gas al TTF di Amsterdam gioca di furbizia finanziaria e al primo segnale di difficoltà, il mercato si farà sentire».

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Infine Marsiglia ha risposto sul piano delle trivellazioni in Italia, ma con parecchio scetticismo sul breve termine. 🗣 «È un Piano che oggi non ha alcun senso. Molte aziende che avevano sostenuto notevoli investimenti negli anni, sono state estromesse dal processo di perforazione con milioni di perdite. Bisogna riscrivere un progetto dove è possibile fare ricerca, esplorazione e produzione di idrocarburi sia Onshore sia Offshore. In Italia la mancanza di cultura energetica porta all’ostruzionismo senza sapere cosa si fa o si sta dicendo. È questa la cultura da cambiare, prima di modificare i piani ministeriali».

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Pubblicato il
18 Febbraio 2023
Ultima modifica
20 Febbraio 2023 - ora: 17:11

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