Tempo per la lettura: 3 minuti

A Gioia Tauro la scommessa Automar e altro

Andrea Agostinelli

GIOIA TAURO – I traffici marittimi sono in saliscendi, anche perché la situazione globale delle economie sta attraversando tempi di incertezza e di dubbi. Ma ci sono realtà, come quella di Gioia Tauro, che sembrano non toccate dalla crisi mondiale.

Ne parliamo con l’ammiraglio-presidente dell’AdSP 👤 Andrea Agostinelli, sulla base dei dati 2022 e sulle previsioni 2023. 

🎙 Presidente, una sintesi di un buon anno di traffici…

🗣 Come è noto il traffico dei contenitori è salito di quasi il 10%, ma preferisco non soffermarmi su questo aumento incrementale, vorrei invece sottolineare la netta impennata del traffico automotive, gestito da Automar Spa, che ha registrato un aumento esponenziale di quasi il 250%. Tutto questo ci dà modo di sottolineare e confermare la fiducia che noi abbiamo avuto sempre nei programmi di questo Terminalista, che ricordiamo ha installato recentemente una nuova asta ferroviaria all’interno del proprio terminal e ha reperito nuovi traffici. 

Recentemente, proprio durante un incontro con il presidente di Automar, 👤 Costantino Baldissara, nella sede Grimaldi di Napoli, abbiamo ascoltato la programmazione ambiziosa di sviluppo del terminal “automotive”, che noi cercheremo di supportare.  

[hidepost]

🎙 Quanto incide il PNRR sui vostri programmi?

🗣 Sulla parte relativa al porto di Gioia Tauro, il PNRR investe poco. Noi stiamo realizzando unicamente un investimento nel retroporto di circa dieci milioni di euro, di cui la progettazione definitiva è già pronta e che ultimeremo, assolutamente, nei termini previsti dal Piano Nazione di Ripresa e Resilienza. Sarà la predisposizione di un’area per futuri insediamenti industriali nell’area retroportuale. 

Certamente facciamo molto conto sugli investimenti del PNRR che riguardano le infrastrutture ferroviarie e le infrastrutture autostradali.

Per queste ultime sono stati stanziati 17 milioni di euro per la realizzazione di un nuovo svincolo autostradale all’altezza del porto di Gioia Tauro.

Mentre, per la parte ferroviaria seguiamo con grande attenzione le progettazioni relative al rifacimento del raccordo ferroviario che da San Ferdinando corre verso Rosarno e i miglioramenti infrastrutturali sulla dorsale ferroviaria tirrenica.

🎙 Tra gli studi che circolano, c’è anche quello che indica l’eccessiva frammentazione del sistema portuale italiano, con scarso coordinamento e tanta concorrenza.

🗣 Premesso che io non sono esperto di logistica marittima, vedo, per quanto riguarda il traffico merci unitizzato e non, la formazione di 3 o 4 macro sistemi portuali.

Uno di questi sarà Gioia Tauro e gli altri tre sono molto facili da individuare alla luce dei ciclopici investimenti del PNRR. 

🎙 Transhipment ma anche servizio al territorio: lei si sta battendo da tempo per sviluppare anche questa seconda linea…

🗣 Sicuramente il territorio non ha ancora recepito l’importanza del porto di Gioia Tauro come volano di sviluppo dell’economia regionale e non solo. Però mi conforta il fatto che la Giunta regionale calabrese fino alla politica e alla società civile seguono con grande simpatia e con grande attenzione l’evoluzione positiva del porto di Gioia Tauro. E se è vero che il territorio non ha dato ancora un riscontro positivo è anche vero che questa Autorità di Sistema sta realizzando opere pubbliche non solo a Gioia Tauro ma anche in tutti gli altri porti del sistema portuale calabrese. 

🎙 MSC sta allargando la sua influenza su importanti terminal portuali nazionali: ne può nascere un network specifico?

🗣 Francamente è presto oggi per ipotizzare la creazione di un network dei terminal in concessione a MSC, io lo reputo possibile, però in questo momento credo che ciascun terminal continuerà ad operare, nel breve e medio termine, come terminal unico, soprattutto il nostro che è il primo hub di transhipment d’Italia.

🎙 L’incidente della settimana scorsa, con l’incaglio di una grande nave all’imboccatura del vostro porto, può indicare una realtà da rivedere?

🗣 È stato un incidente occasionale che, certamente, poteva avere ripercussioni disastrose sull’economia del porto di Gioia Tauro.

In questi giorni stiamo esaminando le modalità con cui si è verificato, ma posso affermare che il porto e la sua imboccatura sono assolutamente sicuri.

È una questione di profondità, ci sono 21 metri all’imboccatura del porto ma vedremo, in un futuro, se sarà necessario procedere alla programmazione di un allargamento, sia pure minimo, dell’imboccatura. 

Faccio solo presente che già oggi più di 1500 navi, sicuramente delle dimensioni di quella che si è incagliata e anche di dimensioni superiori, entrano ed escono di giorno e di notte, con qualunque condizione meteo-marina e in assoluta sicurezza. 

[/hidepost]

Pubblicato il
18 Gennaio 2023

Potrebbe interessarti

La quiete dopo la tempesta

Qualcuno se lo sta chiedendo: dopo la tempestosa tempesta scatenata a Livorno dall’utilizzo del Tdt per le auto di Grimaldi, da qualche tempo tutto tace: sul terminal sbarcano migliaia di auto, la joint-venture tra...

Leggi ancora

Se rullano tamburi di guerra

Facciamo così: se avete voglia di ripassare con me un po’ di pillole di storia, che possono insegnarci qualcosa sull’attuale preoccupante rullo di tamburi di guerra, provo a pescare nella memoria.   Le spese per rinforzare...

Leggi ancora