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Confetra: le tante urgenze della logistica

Carlo De Ruvo

ROMA – Il suo mondo è, in buona parte, quello della logistica aerea.

Già vicepresidente di ✈ Aifreight Italy di DHL, 👤 Carlo De Ruvo, da poco presidente di Confetra, la più importante confederazione italiana della logistica, ha una visione davvero panoramica delle problematiche di settore.

È reduce da un primo incontro con il viceministro delle infrastrutture e trasporti Rixi e anche da incontri interni alla confederazione con le sue varie anime, per l’elaborazione di un rapporto completo per il Governo.

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Ce ne sintetizza alcuni spunti nell’intervista – anche questa sintetizzata per motivi di spazio – che segue.

🎙 Presidente, siamo di fronte a previsioni non incoraggianti per l’economia dell’anno prossimo.

🗣 “Le previsioni sono in effetti poco incoraggianti, con l’inflazione che marcia verso due cifre, il conflitto in Ucraina, le politiche internazionali sulla crisi economica. A questi si aggiungono fattori strutturali del nostro paese: la burocrazia asfissiante, il nanismo delle imprese, la carenza di personale veramente qualificato e la poca attrattiva delle professioni di settore.

Leggevo di recente un rapporto sulla Global Actractive che delinea un’Italia in uscita da una forte e lusinghiera ripresa dalla crisi della pandemia, ma che si riscopre infrastrutturalmente debole, carente di semplificazioni normative, da troppo tempo in attesa di soluzioni che, come abbiamo proposto anche al viceministro Rixi in un recente, breve incontro, sarebbero a costo zero per rimodernare il settore e dare fiato alla catena logistica nazionale.

Oggi viviamo l’attesa del 2023 con un pesante clima d’incertezza, previsioni di indebolimento della domanda interna, la perdita di slancio della ripresa post-pandemia e il timore sempre più diffuso di un passaggio dalla crescita lenta alla recessione.

Come ho detto, non sono previsioni incoraggianti: noi come logistica siamo i primi a vedere e scontare quanto accade: ed è per questo che Confetra ha sollecitato interventi da tradurre in norme in tempi più possibile veloci”.

🎙 Quindi: che fare, come opporci, come aiutare imprese e catena logistica?

🗣 “Dobbiamo affrontare il nodo degli anelli della catena logistica più deboli, come la polverizzazione delle imprese, la sottovalutazione del valore anche economico del sistema logistico nazionale, troppo spesso considerata un costo e non un servizio. Non è stata mai considerata una visione sistemica dei costi che in altri paesi incidono permali 30% e da noi arrivano anche al 73%. Dobbiamo arrivare a un patto con il sistema manifatturiero, con la consapevolezza che si lavora sui lunghi periodi, non con soluzioni “spot”, anche per la riduzione delle emissioni, che è necessaria ma non può essere solo un concetto. Per farlo, il PNRR deve necessariamente varare un piano di ammodernamento delle infrastrutture nazionali, visto che le risorse ci sono e se spese bene possono fare molto. Pensiamo ai valichi montani, ma anche alle reti intermodali, ai porti, ai nodi superstradali….

🎙 Lei prima ha accennato anche alle semplificazioni normative…

🗣 “Ci arrivo: semplificare le complessità burocratiche, che in Italia hanno un costo esorbitante e ci mettono fuori gara rispetto alla concorrenza di altri paesi, è una priorità. Diretta conseguenza del problema sono anche i ritardi nell’attivazione concreta delle ZES, normate ma non operanti sul concreto. E occorre infine sviluppare un sistema di formazione continua, approfondita e concreta, non solo per gli autisti ma per tutto il comparto. Stiamo entrando in un’epoca in cui la cultura digitale impera e sempre più comanderà i processi, ma ci troviamo ad operare ancora con addetti formati all’epoca del fax e della telescrivente. La logistica non può permettersi formazione di retroguardia. Le sfide oggi si vincono anche con una formazione informatica adeguata, che deve investire tutti gli anelli della catena logistica ma anche della cultura del fare”.

A.F.

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Pubblicato il
10 Dicembre 2022

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