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Darsena Europa, cambia (quasi) tutto

Matteo Paroli

LIVORNO – Che fosse un’opera complessa lo si sapeva dall’inizio, tanto che si era partiti dalla Piattaforma per ripiegare, al momento, sulla più modesta (ma montato…) Darsena. Ma le complicazioni sono state molte, e l’Autorità di Palazzo Rosciano continua ad affrontarne. Con la volontà – parola del segretario generale dell’AdSP avvocato 👤 Matteo Paroli – di risolverle prima possibile.

Avvocato, cominciamo da qui: perché siamo ancora fermi ✋✋ con le opere foranee, già appaltate da prima dell’estate?

🗣 “Perché si è dimostrata necessaria un’operazione di adeguamento tecnico funzionale al progetto iniziale, e siamo in attesa dell’approvazione da parte del Consiglio di Stato. Con un secondo problema: le variazioni dei costi nate dalla nota congiuntura mondiale, che rientrano nel pacchetto sottoposto al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici”.

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Perché l’adeguamento funzionale, visto che sembrava tutto ben progettato?

🗣 “Perché sono intervenuti ulteriori “caveat” sulla consistenza dei materiali di escavo – e l’escavo è un elemento portante dell’intero appalto – che sono risultati inidonei al ripascimento delle spiagge del Calambrone, come era inizialmente previsto.

Pertanto è stato aggiornato 🔄 il progetto, allargando la vasca di colmata più a nord con una specie di gobba, in modo da contenere il materiale di escavo non più destinato alle spiagge.

Ne guadagneremo in estensione dei piazzali e in semplificazione delle procedure.

Ovviamente se il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ci darà l’ok sia alla variante, sia alla maggior spesa di circa 70/80 milioni totali, che almeno in parte cercheremo di coprire con il nostro bilancio”.

Tutto questo significa un ritardo: di quanto, presumibilmente?

🗣 “Dipende ovviamente da quando il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sbloccherà le cose.

Il programma iniziale era di completare la Darsena entro il 2025: è realistico pensare ad un anno di ritardo, anche perché la stessa gara principale per la Darsena, quella per la costruzione e la gestione delle infrastrutture, sta slittando anch’essa.

Motivo?

“Non sarebbe realistico né opportuno emanare un bando di gara per la gestione e completamento infrastrutturale di un’opera che ancora non ha il definitivo assetto dimensionale e strutturale.

La volontà di fare bene e presto ci induce ad attendere l’autorizzazione definitiva per poi emanare il bando”.

Darsena Europa significa anche risolvere lo snodo del ponte sullo Scolmatore, che condiziona l’ingresso in Darsena Toscana con la serie dei ponti e con le porte vinciane. Si è parlato di un settore levatoio al ponte stradale che attraversa la foce dello Scolmatore e dei Navicelli, contro l’ipotesi – il cosiddetto progetto Bonistalli – di fare un nuovo ponte fisso più all’interno, con luce uguale quella dell’autostrada, consentendo così di tombare definitivamente lo sbocco in Darsena Toscana…

🗣 La soluzione del ponte levatoio personalmente non mi convince completamente: ci sarebbero continui costi di manutenzione ai meccanismi, oltre a una ridotta larghezza dei passaggi verso il mare.

Stiamo confrontandoci con la Regione e con gli enti stradali, oltre che con il Comune.

Nel frattempo stiamo studiando di rendere più agevole il transito dei convogli attraverso lo sbocco in Darsena Toscana, resecando un angolo della banchina ovest proprio all’uscita dallo sbocco, in contiguità con l’accosto 14G. Consentirebbe ai convogli provenienti dal Canale dei Navicelli di proseguire diritti verso l’uscita a mare senza manovre in Darsena: e consentirebbe specialmente poter utilizzare altri 70/80 metri di preziosissima banchina della sponda est. Una modesta riduzione del piazzale ma un guadagno importante di banchina e di manovre”.

Avvocato, tanta carne al fuoco. Ma è vero che l’ENI ritarda il completamento dell’intervento nel microtunnel? Si era parlato di pochi mesi.

🗣 “Chi l’ha fatto ha forse sottovalutato la complessità del lavoro: per arrivare a sostituire le tubazioni nel microtunnel occorre prima portare le nuove alle spalle della Torre del Marzocco, togliendole dal filo di banchina che dovrà essere rimossa per allargare il canale a 120 metri: e non è un lavoro banale, sul quale si sta già operando sia da parte della nostra Direzione Tecnica che dalla Direzione Ambiente e dragaggi.

Solo quando si arriverà al pozzo a fianco della torre si potrà avviare l’attraversamento definitivo, e quindi togliere i vecchi tubi che impediscono i dragaggio.

Abbiamo avuto svariate riunioni con ENI per accelerare e ci sembra che sia stata recepita la necessità di far presto.

Solo una volta completati i lavori ENI potremo iniziare i lavori di allargamento del canale, che prevedono di istallare prima una serie di pali armati a giusta distanza dell’attuale muro di sponda. Sono lavori importanti e, come detto, tutt’altro che banali.

Al riguardo aggiungo che la Regione Toscana ha annunciato che emanerà entro un paio di mesi il nuovo “prezziario” per le opere pubbliche. E sarebbe non realistico indire ora la gara per la resezione della banchina senza conoscere quali saranno i costi previsti per la stessa. Ci esporremmo a ricorsi, rielaborazione dei dati, altre lungaggini.

Avvocato, il tempo è danaro: quando?

🗣 “Ipotizzarlo oggi è un rischio, perché possono intervenire tante complicanze. Da ottimisti, auguriamoci entro un anno e mezzo da oggi.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
7 Settembre 2022

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