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Gioia (e dolori) per Gioia Tauro

Andrea Agostinelli

REGGIO CALABRIA – La regione calabra adesso se ne vanta, e in sostanza ha ragione: nell’ambito della portualità italiana, lo scalo marittimo di Gioia Tauro, a lungo considerato una costosa cattedrale nel deserto, è oggi un gioiello in espansione. Con due “gioie” (e scusate il gioco di parole): le iniziative del Gruppo MSC e quelle del Gruppo Grimaldi rispettivamente per i traffici container e per quelli delle auto nuove. Entrambi i network stanno programmando ulteriori investimenti all’esame della Regione e dell’AdSP del presidente Agostinelli. E non si tratta di spiccioli: secondo le indiscrezioni che filtrano da Ginevra, sede di MSC, il gruppo starebbe investendo altri 250 milioni di euro per un parco riparazioni e manutenzione dei container, nuove gru di banchina e ulteriore informatizzazione.

Anche Grimaldi, con la sua divisione del trasporto auto nuove, potenzia: malgrado la pesante crisi del mercato dell’auto – le cifre delle vendite in Italia ma non solo fanno spavento – Grimaldi vuol farsi trovare pronto alla ripresa.

Solo gioie dunque?

Come dal nostro titolo, ci sono anche dolori. Nessuno ne parla sul porto, ma ci sono almeno un paio di punti dolenti nei programmi di entrambi i network (e Gioia Tauro ha il notevole vantaggio di avere solo due grandi operatori invece di decine e decine che si sbranano tra loro come per esempio Genova e Livorno):

  1. le aree che non bastano più (Aponte ne vorrebbe almeno altri 500 mila mq); e
  2. l’elettrificazione ormai al limite, che creerà problemi se arriveranno, come è previsto che arrivino, un altro pacchetto di mega-gru da banchina.

I problemi sembrano assolutamente non tecnici ma burocratici: ovvero i tempi per avere tutte le autorizzazioni, del tutto incompatibili con le esigenze del mercato. Malgrado la buona volontà generale, occorrono mesi per ciascun bollo.

Da mangiarsi le mani dalla rabbia.

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Tra le “gioie”, ovvero le soddisfazioni, c’è anche la recente sentenza del Consiglio di Stato che si è definitivamente espresso a favore dell’ente, guidato da Andrea Agostinelli, nel ricorso contro l’azienda Zito Evoluzioni Navali Yacht. Con sentenza n° 2948/2022, pubblicata il 19/04/2022, il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta),

“definitivamente pronunciando sull’appello, lo accoglie e per l’effetto, in parziale riforma della sentenza impugnata, respinge, relativamente ai motivi aggiunti, il ricorso di primo grado”. 

Nello specifico, con ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria – sezione Reggio Calabria – Zito Evoluzioni Navali Yacht S.r.l., nella qualità di titolare di due concessioni demaniali marittime all’interno del bacino portuale di Gioia Tauro, impugnava il decreto dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio n. 102/2019 del 12 settembre 2019 con il quale era stata dichiarata la decadenza del complessivo rapporto concessorio, in ragione ed in conseguenza della postulate responsabilità emerse in relazione all’incidente verificatosi all’interno dell’area portuale il giorno 21 giugno 2019, nel quale aveva perso la vita Agostino Filandro, rovinosamente investito dal crollo del braccio di una gru mentre era intento all’effettuazione di operazioni non autorizzate di alaggio di natante. 

Contro questa decisione si sono costituiti di fronte al Consiglio di Stato sia l’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio che il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili che, concordemente, ne hanno lamentano la complessiva erroneità ed ingiustizia, auspicandone l’integrale riforma, con conseguente reiezione del gravame di prime cure.

Nell’accogliere totalmente la posizione dei due Enti, il Consiglio di Stato ha dichiarato l’appello fondato. Ne ha accolto le motivazioni dell’Autorità di Sistema Portuale di Mari Tirreno Meridionale e Ionio in quanto, in punto di fatto, il provvedimento di revoca della concessione risulta adottato all’esito della contestata “inadempienza degli obblighi derivanti dalla concessione, o imposti a norma di legge o regolamenti”, ai sensi dell’art. 47, comma 1 lett. f) del codice della navigazione. In particolare, alla società appellata sono state specificamente contestate:

  • a) la violazione dell’ordinanza n. 37/2007 dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro, in materia di disciplina degli accessi in ambito portuale;
  • b) la violazione degli obblighi di vigilanza e custodia dei beni demaniali marittimi condotti in regime concessorio;
  • c) la violazione degli obblighi inerenti il corretto esercizio della concessione; d) la violazione della normativa in materia di sicurezza ed igiene sui luoghi di lavoro (ex dd. llggss. nn. 81/2008 e N. 08355/2020 REG.RIC. 272/99). 

“Alla base di tutto – ha concluso il presidente Andrea Agostinelli – rimane il dolore per il decesso del sig. Agostino Filandro. Un evento tragico che ancora ci addolora ma che è stato strumentalizzato per addossare responsabilità amministrative e penali all’Ente rispetto alla scomparsa di Filandro. Al di là dei risvolti giudiziari, non si può non evidenziare il dolore per la sua scomparsa”.

A.F.

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Pubblicato il
27 Aprile 2022
Ultima modifica
28 Aprile 2022 - ora: 11:25

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