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Transizione nell’economia marittima

Salvatore d’Amico

ROMA – È il grande e dibattuto tema del “PNRR al servizio della transizione quale supporto all’economia marittima e alla finanza sostenibile”, un tema che è stato oggetto del recente webinar organizzato dal Gruppo Giovani Armatori di Confitarma con la collaborazione scientifica di SRM. Ne riferiamo una sintesi, riservandoci di approfondire gli interventi prossimamente.

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Salvatore d’Amico, presidente dei Giovani Armatori, introducendo il tema ha detto tra l’altro: “Sappiamo che il Next Generation EU mira ad un’Europa post Covid-19 più ecologica, digitale e resiliente.

“Ma sappiamo anche che sono complesse le azioni da attuare per realizzare interventi strutturali in linea con la transizione verde e digitale, puntando su investimenti di qualità nel breve-medio termine e creando condizioni favorevoli agli investimenti privati.” 

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Alessandro Panaro

Alessandro Panaro, capo Dipartimento Maritime & Energy presso SRM, parlando delle nuove sfide dello shipping ha evidenziato la relazione tra essi e l’esigenza di attuare politiche che siano dirette verso nuovi modelli organizzativi: i Green Port, le Green Ships e la Green Logistics “che sono le tre vere sfide cui il PNRR ci chiama a rispondere”.

Sulla base di questi modelli il reshoring appare una delle strategie da perseguire con grande incisività poiché la nostra logistica ha mostrato vulnerabilità agli eventi disruptive. Con il reshoring si può ulteriormente sviluppare lo short sea shipping, segmento in cui l’Italia ha grandi eccellenze armatoriali e logistiche.

In proposito, Alessandro Panaro ha ricordato che l’Italia è seconda dopo la Francia tra i Paesi che hanno effettuato più reshoring manifatturiero. D’altro canto, le ZES, possono essere uno strumento forte per favorire il reshoring: il PNRR stanzia 630 milioni di euro per questi strumenti. Inoltre, sempre più imprese stanno puntando sulle navi “green” e infatti sono state ordinate 127 containership a LNG o Metanolo.

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Fabrizio Vettosi

Fabrizio Vettosi, consigliere di Confitarma, ha incentrato il suo intervento sulla tassonomia, cioè il sistema di classificazione ideato per fornire alle imprese e agli investitori un linguaggio comune per individuare le attività economiche che possono definirsi pienamente ecosostenibili, evidenziando lo stato di applicazione della Taxonomy Regulation EU, con particolare riferimento al primo atto delegato che ha implementato le regole relative a due dei sei obiettivi ambientali (Environmental Taxonomy) e ne ha definito i “Criteri Tecnici di Riferimento” (Technical Screening Criteria).

In particolare, per quanto riguarda lo shipping, nonostante questo sia stato definito un settore “Transizionale”, permane ancora l’esigenza di chiarire meglio quali attività economiche contribuiscano di più al conseguimento degli obiettivi ambientali dell’Ue. Infatti, dato che l’attività economica della navigazione è basata sull’asset-nave e dato che il carico che trasporta dipende dalla domanda e dall’offerta del mercato di stakeholders di altri settori industriali, l’armamento europeo ritiene che considerare il carico come parte dell’attività marittima secondo la tassonomia marittima potrebbe portare a conseguenze impreviste e negative. 

Dopo aver illustrato l’evoluzione delle altre parti della Tassonomia, cioè gli altri quattro obiettivi ambientali (Social Taxonomy, Governance Taxonomy), Vettosi ha poi analizzato l’impatto che la tassonomia potrà avere in materia creditizia. Infine, ha evidenziato il rischio di greenwashing causato dal proliferare di una serie di iniziative autonome e private che vanno a sovrapporsi alla Tassonomia.

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Pubblicato il
16 Aprile 2022

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