Da Assocostieri i grandi temi dell’energia nazionale

Dario Soria
ROMA – Il tempo delle cicale, sul piano delle disponibilità di energia, è finito. E non è solo per la disgraziata guerra in Ucraina, le relative sanzioni e le loro conseguenze. “È arrivato il momento – sottolinea il direttore generale di Assocostieri avvocato Dario Soria – di affrontare non solo il grande tema degli stoccaggi di carburanti per un eventuale periodo di crisi delle forniture: ma in particolare anche il tema del cambiamento della politica energetica nazionale, delle autorizzazioni a nuovi impianti, con il superamento dell’attuale disastroso allungarsi dei tempi e delle infinite competenze frazionale fino a livello di istituzioni locali che non sempre hanno competenze e volontà per procedere”.
Sono temi, questi posti dal direttore generale Soria, che saranno oggetto dell’assemblea nazionale di Assocostieri programmata proprio in questi giorni per il 4 maggio a Napoli, con la presenza di almeno un ministro e un panel di rapporti che nel pomeriggio investirà direttamente anche i porti, verso proposte di autonomia energetica che già fanno parte, in alcune AdSP più avanzate, di progetti specifici come quello illustrato anche in un nostro Quaderno da parte dell’AdSP del Tirreno Settentrionale per Livorno e Piombino.
Il tema, com’è facile capire dai fatti di questi giorni, è di stringente attualità: perché investe sia la transizione energetica verso le fonti meno inquinanti, con il gas che lo stesso direttore generale Soria definisce “soluzione ponte in attesa dei grandi progetti per l’idrogeno”, sia la parte che in questa transizione possono e devono avere gli imprenditori del comparto, imprenditori oggi vessati da una burocrazia micidiale, dalle incertezze anche sui provvedimenti governativi in fatto di prelievo fiscale sui carburanti (i tagli operati in vigore solo fino al 30 di questo mese saranno o no prorogati? E come si proteggeranno gli operatori corretti dalle speculazioni di chi potrebbe approfittare di stoccaggi a fisco agevolato per poi lucrare in seguito?) e dalla mancanza di garanzie sui ricavi dei nuovi investimenti se e quando l’emergenza dovesse essere superata (garanzie sul tipo di quelle ottenute da OLT Toscana Offshore per l’impianto al largo di Livorno).
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“Nella pianificazione che il nostro settore sta affrontando – dice ancora il direttore generale di Assocostieri – ci sono enormi difficoltà da superare: che sono state oggetto di memorie verso il governo, ma anche di analisi specifiche affidate a specialisti, che saranno presentate all’assemblea di Napoli. Stiamo anche lavorando su un censimento delle cosiddette infrastrutture strategiche sul territorio nazionale, per avere un quadro completo delle potenzialità, dei possibili sviluppi, delle iniziative in atto e dei problemi che incontrano. Un caso tipico è quanto avviene a Manfredonia, dove è in atto un progetto di largo respiro che tuttavia procede in tempi non certo sperati. Nell’insieme il quadro che abbiamo davanti è di un Paese che potrebbe, in tempi non storici, affrancarsi almeno in buona parte della dipendenza dagli idrocarburi (dalla Russia oggi al 10% circa) e anche da parte di quella del gas (oggi a poco meno del 40%) operando con una oculata politica sia sulle fonti pulite, sia sulle scorte, sia infine sul potenziamento dei rigassificatori e sull’autoproduzione dei sistemi portuali”.
Siamo, in sostanza, in un momento storico, che può essere paragonato per importanza all’inizio dell’era industriale. Proprio questi giorni Assocostieri ha anche programmato alcuni incontri – a livello di audizioni – con gli esponenti dei Ministeri più interessati. Poi arriverà il punto, il più possibile su temi concreti, con l’assemblea di Napoli. E qui si vedrà, parafrasando il sommo poeta, la nostra “nobilitate”.
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Assocostieri informa anche di aver recentemente interessato l’Autorità di Regolazione per Energia Reti ed Ambiente ed il GSE in merito alla limitazione di cui all’articolo 61, comma 4, dell’Allegato A alla deliberazione 27/2019/R/gas e ss.mm., che nell’interpretazione dell’Autorità impedirebbe la connessione di più impianti di produzione di biometano ad un unico impianto di liquefazione.
A giudizio di Assocostieri “limitare le configurazioni di impianto pone un freno ad uno sviluppo efficiente della filiera, impedendo le economie di scala realizzabili convogliando più unità di refining o più unità produttive di biometano ad un’unica sezione di liquefazione, sia tramite collegamenti diretti nell’ambito dello stesso sito produttivo, sia tramite collegamenti virtuali tramite la rete nazionale dei gasdotti. Si rileva che tale ultima soluzione è già menzionata dalle “Procedure applicative” del GSE, sebbene sia necessaria una maggiore chiarezza in merito.
“A tal proposito – continua la nota – l’Autorità ha avviato l’elaborazione di una proposta di modifica della deliberazione che, in risposta all’istanza di Assocostieri, ammetta la possibilità di deroghe alle disposizioni del comma 61.4 di cui sopra, sulla base di specifiche istruzioni operative che dovranno essere definite e pubblicate dal GSE.
“Assocostieri non può che apprezzare – conclude il documento – la disponibilità dell’Autorità e del GSE ad affrontare le problematiche attuative di una filiera innovativa ed importante per la transizione energetica quale quella del biometano e si augura una pronta risoluzione della problematica, che già ora rischia di rallentare la realizzazione di alcuni impianti sviluppati da operatori della filiera Assocostieri”.
Antonio Fulvi
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