Sempre meno gas all’Italia
LIVORNO – La tabella qui sopra, fornita dal Ministero della Transizione Ecologica, la dice lunga sull’andamento dell’import di gas in Italia. Sono dati relativi all’anno scorso, ma secondo quanto lo stesso Ministero sottolinea, per il 2022 le cose non miglioreranno. E l’incognita del gas russo, che continua ad essere la maggioranza assoluta, non lascia certo tranquilli.
Ci sono, come si può leggere, solo due “ingressi” di gas che hanno aumentato quantitativi: quello di Gorizia (+ 1.348%) e quello di Mazara del Vallo (+76%): il primo rappresenta però una percentuale estremamente ridotta del totale mentre il secondo dal Nord Africa, è il secondo per importanza dopo il gas russo attraverso Tarvisio. Ovvio che con la guerra in corso in Ucraina il rischio per il 2022 sta cambiando le cose.
[hidepost]
Da sottolineare il forte quantitativo arrivato nel 2021 a Melendugno (Lecce) con il vituperato gasdotto attraverso l’Adriatico finalmente in funzione; e il calo invece degli arrivi via nave sia a Panigaglia (più che dimezzato) e al rigassificatore della OLT davanti a Livorno (ridotti di quasi un terzo).
In questi due casi, cioè del gas via nave, il 2022 si sta presentando meglio, con un aumento degli arrivi: ma siamo sempre a forniture che quantitativamente non possono competere con i gasdotti, per quanto siano strategicamente meno sottoposte a fatti politici-bellici.
Il punto davvero negativo è rappresentato dalla riduzione nazionale della produzione di gas, primo dato della tabella: oltre d’essere marginale, nel 2021 si è ancora ridotta del 18,6% rispetto all’anno prima. Dieci anni fa era a livello dell’attuale importazione da Tarvisio (vedi tabella). Un disastro.
[/hidepost]