Termoli ora è nella ZES

Ugo Patroni Griffi
BARI – Il porto di Termoli entra nella ZES interregionale Adriatica. Un momento storico per la regione Molise per la quale si spalancano nuove e sostanziali opportunità.
Il risultato è il frutto di un percorso virtuoso avviato da tempo dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi con il Molise del presidente Donato Toma. Interlocuzioni importanti che non sono rimaste sui tavoli istituzionali ma sono state trasformate in fatti. Fatti che hanno portato, nei giorni scorsi, al completamento e alla definizione dell’inclusione dello scalo molisano nella ZES, le Zone Economiche Speciali, Interregionale Adriatica.
Gli effetti saranno presto tangibili e molto rilevanti.
Soprattutto in questo periodo storico e dopo la recente pubblicazione del decreto di assegnazione di 630 milioni di euro destinati dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) a rafforzare i porti e le aree industriali collegate alle Zone Economiche Speciali. Una spinta sostanziale ed ulteriore al già valido strumento ZES, voluto per supportare e agevolare lo sviluppo del Mezzogiorno.
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Previste dal decreto Mezzogiorno, trasformato in legge nell’agosto del 2017, infatti, le ZES hanno quale obiettivo prioritario il rilancio dei porti e delle aree industriali del Sud, abbattendo quelli che possono essere i principali elementi ostativi che rendono i territori, le aree industriali e i porti poco appetibili per gli investitori, soprattutto quelli stranieri.
Il principio fondamentale su cui si basano le ZES è la semplificazione, elemento imprescindibile se si vuole attirare l’attenzione di investitori stranieri. La semplificazione, infatti, appare oggi un miraggio in una giungla burocratica farraginosa, obsoleta e molto spesso elefantiaca.
“Bisogna semplificare, basta con le complicazioni! Deve essere questo il nostro mantra, se veramente vogliamo imprimere una reale e definitiva accelerata all’economia del Mezzogiorno. Ritengo che le ZES possano essere il volano giusto e lo strumento più efficace, in un Paese ingessato da una burocrazia talmente lenta che al confronto i bradipi appaiono lepri”. Sono le parole di Ugo Patroni Griffi, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (Ente che unisce in un’unica gestione i porti di Bari, Brindisi, Barletta, Monopoli e Manfredonia), nonché uno dei più attivi promotori e conoscitori di benefici e strumenti delle ZES.
In una vision strategica finalizzata a fornire un concreto volano di sviluppo ai territori interessati, Patroni Griffi ha costruito un progetto di ZES interregionale che, oltre ai porti del suo network, comprendesse anche il vicino porto di Termoli. L’obiettivo è duplice: offrire nuove e inesplorate opportunità economiche all’operoso porto molisano e, contestualmente, estendere la capacità di offerta per essere maggiormente competitivi sui mercati internazionali.
La Regione Molise, dal canto suo, ha afferrato a due mani l’opportunità. Prodromica all’inclusione nell’area ZES la richiesta della Giunta Toma di inserire il porto marittimo di Termoli all’interno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.
“Tra i principali vulnera che hanno lentamente e inesorabilmente logorato il sistema economico delle regioni del Sud ci sono: una burocrazia troppo lenta e confusa che comporta tempi lunghissimi per il rilascio delle concessioni; una pressione fiscale in grado di schiacciare anche i colossi industriali e gli elefantiaci budelli impraticabili per l’ottenimento di finanziamenti e sovvenzionamenti. Le ZES nascono, appunto, per smantellare questo sistema ormai obsoleto, – commenta ancora Patroni Griffi”. “Soprattutto dopo i disastri economici causati dalla pandemia, le imprese hanno bisogno di nuova linfa, di nuovi iter e soprattutto di velocizzare tutto quanto può essere velocizzabile”.
L’abbattimento dei tempi è uno degli obiettivi principali delle ZES. Si ritiene, infatti, che con la nuova normativa possano essere ridotti, addirittura di un terzo, i termini in materia di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), autorizzazione paesaggistica ed edilizia e in materia di concessioni demaniali portuali. Si prevede, inoltre, una riduzione sostanziale, circa alla metà, dei tempi necessari al rilascio di nulla osta, permessi, licenze, autorizzazioni, concessioni, e di tutti quegli atti la cui adozione richiede l’acquisizione di pareri, intese, concerti o altri atti di assenso, di competenza di più amministrazioni.
“La ZES – continua Patroni Griffi – non va intesa come una ‘zona franca’ in cui rilassare prescrizioni, obblighi e controlli e rendere possibili investimenti ad alto impatto ambientale che altrove non sarebbero possibili, ma, anzi, come un laboratorio in cui promuovere e sperimentare nuovi modelli di produzione, basati sul paradigma dell’economia circolare (blue economy) e sui principi della riduzione dell’utilizzo delle risorse naturali, del riciclo e del riutilizzo di scarti e sottoprodotti. Tutto questo richiede capacità di visione strategica e un elevato livello di dialogo e collaborazione da parte degli attori sia pubblici che privati.
La ZES Adriatica non ha ancora ottenuto la nomina del commissario governativo, ma nei giorni scorsi ha elaborato e approvato un kit localizzativo destinato ai Comuni nei quali ci sono Zone Economiche Speciali. Il kit, contenente semplificazioni e tagli alle imposte locali, dovrà essere approvato dai Consigli comunali di ogni territorio e quindi condiviso dalla Regione, la quale a sua volta dovrà concedere altre semplificazioni e riduzioni di imposte per rafforzare l’attrattività dei territori.
Oltre agli effetti strettamente legati alla ZES, l’inclusione di Termoli nell’AdSP MAM produce anche altri effetti, diretti e immediati, per lo scalo molisano. Il primo settore a beneficiarne è la pesca. Si corroborano e intensificano, infatti, le già fiorenti collaborazioni tra le flotte pescherecce di Manfredonia e di Termoli. Inoltre, proprio in virtù del provvedimento, votato all’unanimità dal Consiglio regionale molisano, l’AdSP MAM gestirà le concessioni demaniali ricadenti nel porto di Termoli. Oltre a mettere a regime il settore, si potrà fare chiarezza sulla gestione dei rifiuti in porto. Situazione annosa che, nel tempo, ha causato un notevole danno di immagine per lo scalo, atteso che ogni anno si imbarcano da Termoli per le Tremiti circa 200mila persone.
Intanto, col coordinamento dell’Assessorato regionale allo Sviluppo economico è stato lanciato il nuovo portale delle ZES pugliesi “Sezpuglia.com” che fornirà tutte le informazioni utili all’avvio di un’attività economica all’interno delle aree economiche speciali in Puglia, permettendo un’esperienza di navigazione e di ricerca basata su criteri di fruibilità, accessibilità e completezza.
Se la parte più difficile e lunga del percorso è stata già superata, ora bisogna imprimere lo slancio finale per tagliare un traguardo atteso e agognato da tutto un territorio che cerca con forza di rialzarsi e di ripartire.
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