Pandemia, no a frontiere chiuse
ROMA – È un’epidemia mondiale, sta cambiando il nostro modo di vivere e occorrono precauzioni. Ma bisogna anche salvaguardare la vita stessa, altrimenti rischiamo di tornare alle caverne. È la sintesi del documento veicolato da Confitarma, secondo il quale “Le reazioni istintive dei leader mondiali alla variante Omicron stanno mettendo i lavoratori dei trasporti e la catena di approvvigionamento globale a rischio di collasso.”
“I lavoratori dei trasporti transfrontalieri, – dice il documento – compresi i marittimi, gli equipaggi degli aerei e i conducenti, devono essere in grado di continuare a svolgere il proprio lavoro e attraversare le frontiere senza norme di viaggio eccessivamente restrittive, per mantenere in movimento le catene di approvvigionamento già in difficoltà.”
“IATA, International Air Transport Association, ICS, International Chamber of Shipping, IRU, International Road Transport Union, e ITF, International Transport Workers’ Federation, hanno chiesto congiuntamente ai governi di non reimporre restrizioni alle frontiere che limitano ulteriormente la libertà di circolazione dei lavoratori dei trasporti internazionali e di imparare dalle lezioni degli ultimi due anni.
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“Da quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha designato il nuovo ceppo Omicron di Covid-19 come “variante di preoccupazione”, almeno 56 paesi hanno reimposto vari gradi di restrizioni di viaggio.
“Gli enti di trasporto, che rappresentano più di 20 trilioni di dollari di commercio mondiale all’anno e 65 milioni di lavoratori dei trasporti globali lungo tutta la catena di approvvigionamento, chiedono la fine dell’approccio affrettato e frammentato alle regole di viaggio da parte dei governi. Ora è il momento per i capi di stato di ascoltare i leader del settore e i lavoratori – conclude l’appello – intraprendendo insieme azioni decisive e coordinate per alleviare la tensione sulla catena di approvvigionamento e sostenere una forza lavoro di trasporto globale esausta durante l’intensa stagione delle vacanze”.
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