Pessina: finalmente, l’ultimo miglio

Paolo Pessina
GENOVA – Potremmo riciclare il vecchio detto: gli dei sono morti, Marx è morto e nemmeno noi stiamo troppo bene. Così è il quadro della logistica mondiale, che pure sta facendo acrobazie per difendersi dalla pandemia: e specialmente di certa logistica italiana, specie quella dell’ultimo miglio per i nostri porti, storicamente assediati dalle città e isolati dalle grandi direttrici trasportistiche. Però stanno arrivando anche le eccezioni in meglio. Ne parliamo con Paolo Pessina, presidente di Assagenti Genova, personalità di lungo corso e con chiara visione delle complesse realtà d’oggi non solo a Genova.
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Sembra proprio che una delle eccezioni della logistica dell’ultimo miglio, in chiave positiva, riguardi proprio la sua Genova.
“Premetto una banalità, ma che va ribadita: il successo di un porto dipende dalle sue infrastrutture oltre che dai servizi. Ebbene, finalmente Genova potrà contare su un “ultimo miglio” adeguato sia sul piano stradale che ferroviario. Il terzo valico e il nodo ferroviario finanziati con il decreto PNRR per il rilancio delle infrastrutture, insieme al finanziamento della nuova diga che consentirà di spostare allargandolo l’accesso alle banchine per le navi più grandi, risultati cui aspiravamo da anni. Non dimentichiamo che se oggi le fullcontainer medie hanno una portata di 7/8 mila TEUs, quelle di domani l’avranno da 10 mila e diventeranno sempre di più quelle da 20 mila, che oggi non entrano nel nostro porto per le dimensioni dell’imboccatura. Le nuove opere, finalmente certe, ci consentiranno di aumentare i traffici fondamentali, o almeno di mantenerli”.
Presidente, la prospettiva è dunque un bel passo avanti, anche se in Italia spesso sono i tempi per realizzare i piani che ci fanno perdere occasioni…
“Proprio nei giorni scorsi il presidente dell’AdSP ha detto in un incontro ufficiale di sperare che nel 2025 avremo tutto pronto. Personalmente non sono certo che sarà già finita la diga, ma comunque c’è la volontà di far presto, perché tutte le componenti del cluster spingono insieme”.
…E in definitiva, con la ricostruzione del viadotto Morandi avete dimostrato che si può correre…
“Quando la catena logistica opera in sinergia, dall’armamento alle categorie portuali, è meno difficile farcela anche contro la peggior burocrazia. Il guaio semmai è che risolviamo un problema e se ne apre un altro. Proprio in questi giorni si è scatenata l’emergenza freni per i carri ferroviari, che configura un gigantesco blocco del comparto. Se un anello della catena logistica si ferma, l’intera catena soffre. E cose che sembrano marginali possono dimostrarsi, come questa, pesanti aggravi”.
Si stanno mobilitando anche le AdSP da quanto ci risulta. E a proposito, quali sono i rapporti di voi agenti e in generale del cluster con la vostra?
“Abbiamo un ottimo rapporto, perché siamo ascoltati e l’Autorità è sempre disponibile a farlo. Non mancano certo difficoltà nel quotidiano concreto, ma tutti remiamo insieme anche se nelle scelte di come farlo possono esserci diversificazioni”.
A.F.
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