L’Assologistica-pensiero del presidente

Umberto Ruggerone
MILANO – Varrebbe la pena, se lo spazio ce lo permettesse, di riportare integralmente l’intervento del presidente nazionale di Assologistica Umberto Ruggerone al recente incontro milanese dell’Osservatorio Gino Marchet sulla ricerca nel settore. Abbiamo provato a estrapolare alcuni passaggi, evidenziando in particolare analisi e suggerimenti sul concreto.
Fatemi iniziare sottolineando come sia particolarmente orgoglioso della solida e continua collaborazione tra Assologistica e l’Osservatorio Contract Logistics, un centro d’eccellenza dedicato a un amico cui vorrei prima di tutto richiamare il nostro ricordo commosso.
Sono presidente di Assologistica da qualche mese e le idee, le sensazioni e le opinioni che avevo in precedenza grazie a questa fantastica esperienza non solo hanno avuto conferma ma si stanno evolvendo in suggestioni, spunti, progetti.
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La fatica che tanti di noi si sono trovati a fare sulla pressante richiesta di contrarre i costi e ridurre i tempi ha generato inefficienze, disservizi ma soprattutto e peggio, una svalutazione del concetto stesso di logistica.
Bene io mi pongo questa domanda: è questo quello che vogliamo essere?
Io credo di no. Almeno io non ho minimamente intenzione di rappresentare questo tipo di logica che sia essa di mercato, che sia industriale, che sia soprattutto visione della propria esistenza professionale e sociale.
Ho assistito e partecipato a decine di convegni in cui i logistici sostanzialmente facevano un elenco dei problemi, qualche volta – ma non sempre – auspicando delle soluzioni, ma di fatto prendendo atto amaramente dello status quo.
Noi, prima di cambiare i nostri listini dobbiamo cambiare i nostri approcci; dobbiamo comprendere che prima delle procedure vengono gli atteggiamenti mentali, l’identità, la coscienza di sé.
L’introduzione della cultura della sicurezza non hai impedito che si continuasse a lavorare e che si continuasse a costruire; anzi ciò è avvenuto migliorando le condizioni, efficientando e portando la sicurezza, portando la formazione come dati acquisiti. Il tutto opposto a quello del risparmio e della riduzione dei prezzi.
Allora ecco che noi dobbiamo avere coscienza di quello che siamo, di quello che vogliamo diventare, di quello che rappresentiamo nell’economia.
Con una nuova stagione di rapporti con la committenza e col sistema delle regole, dobbiamo portare il nostro settore a poter rivendicare la qualità che siamo in grado di offrire, l’efficienza che siamo in grado di garantire. Di più possiamo collaborare a disegnare percorsi, strategie per rafforzare il sistema paese, in ottica di digitalizzazione dei processi, di sostenibilità sociale, ambientale ed economica, in piena sincronicità con le strategie industriali, anzi come attori di tali scelte.
Questo non potrà avvenire rincorrendo la chimera del numerino, dello zero virgola, a piè di lista: abbandonate i vostri file Excel, bruciate tutti i vostri PowerPoint.
La stagione dei noli e delle materie prime alle stelle….dove ha fatto finire tutti i forecast?
Parlate con i vostri dirigenti con i vostri quadri con i vostri dipendenti con i vostri clienti con i vostri fornitori. Create reti, relazioni.
Verranno presentati dei dati; su ciascuno di questi indicatori Assologistica sta portando avanti delle proposte.
Abbiamo avviato una stagione di confronti: coi sindacati che hanno sottoscritto il CCNL affinché si possano intraprendere percorsi innovativi, come la modernizzazione. Attenzione a proposito di modernizzazione: l’accellerazione che il nostro mondo ha registrato ha ulteriormente ampliato lo scollamento già esistente tra lavoro e sistema regolatorio. In questo spazio può inserirsi di tutto. Ma anche e soprattutto ci siederemo – come abbiamo chiesto ed ottenuto al Mise – ad un tavolo con la committenza dove disegnare percorsi di condivisione e di crescita al di fuori dalla logica del “fammi un preventivo”. Dobbiamo guardare oltre i confini e lavorare insieme, mai separati.
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