Darsena Europa, conto alla rovescia e intanto ecco 100 milioni di lavori al sistema
LIVORNO – Potremmo riferirci a quando il dottor Luciano Guerrieri, già sindaco di Piombino, già presidente di quel porto, già politico di sinistra ma grande amico ed estimatore del compianto ex ministro di destra Altero Matteoli, fu nominato presidente dell’Autorità del Sistema Portuale livornese. Subentrato all’ingegner Stefano Corsini, tecnico apprezzato ma quanto di meno politico c’era mai stato, Guerrieri s’è trovato parecchie patate bollenti, tanto che qualcuno bollò la sua nomina con una frase lapidaria: mission impossible. Guerrieri ha anche ereditato – addirittura come commissario governativo hoc – la patatona rovente del progetto Darsena Europa, che a giorni arriverà al momento della verità, cioè la partecipazione o meno alla gara per le opere foranee. Ad oggi – dichiarazione strappata a mezza bocca – ci sono stati molti contatti e molte “ispezioni” da parte di grandi imprese che potrebbero concorrere. Ma si sta a dita incrociate. E durante l’intera presentazione di venerdì scorso dei bilanci se n’é parlato poco ma il grande sogno incombeva.
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Nel mezzo del cammino del suo primo anno, Guerrieri – e il suo nuovo segretario generale avvocato Matteo Paroli – hanno appunto fatto venerdì il primo bilancio consuntivo: ma anche e specialmente hanno presentato il conto di quello che si farà l’anno prossimo. Non un libro dei sogni ma interventi con i soldi sonanti già pronti. Cento milioni di lavori alle infrastrutture nei cinque porti del sistema, con qualche spicciolo (che poi spicciolo non è, 1,4 milioni) anche per il sesto scalo, quello di Capraia che non è proprio un porto se non per le barche, ma rappresenta la frontiera verso la corica e la tappa obbligata del turismo nautico verso la Sardegna. Dai conti, la mission sembra già meno impossible. Anche perché nel frattempo – lo hanno detto chiaramente – la “macchina” dell’AdSP è stata anche messa meglio a regime: e il segretario generale non ha lesinato da parte sua gli apprezzamenti per il personale, che “ho trovato preparato, disponibile e anche motivato”. I due dirigenti che hanno partecipato alla presentazione, Simone Gagliani (amministrazione) ed Enrico Pribaz (tecnico) ovviamente hanno gradito. Confermando poi, anche in separata sede, che c’è musica nuova in cucina.
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Sul consuntivo dei traffici 2021, a parte la crisi delle crociere, dovuta al Covid che ha azzerato quelle rivolte al mercato nord americano per i noti “caveat”, il sistema ha retto con segni di ripresa. Non siamo ai livelli del 2019, anno record, ma alcuni settori (auto allo sbarco, ro/ro, forestali e rinfuse) sono in netta crescita. Aumentano anche i contenitori rispetto allo “sprofondo” dell’anno scorso. In crescita pure i passeggeri dei traghetti.
Su Piombino i dati sono quasi tutti in positivo rispetto al 2020: cresciuti anche gli arrivi delle navi (8843 contro 6725), i passeggeri (+27,4%) i rotabili (+18,2%) le merci varie (+12,5%). Paga la politica di razionalizzazione delle banchine e l’attenta gestione affidata al dirigente Capuano.
Più articolato ancora il piano degli investimenti infrastrutturali: vale, come già scritto, 100 milioni di euro, (più quelli per le opere foranee della Darsena Europa, un’altra botta da quasi 400 milioni) con 33 milioni per la manutenzione della diga curvilinea a Livorno e la stessa cifra pari pari – equità ricercata e rispettata – per il primo lotto della banchina west nella darsena nord di Piombino. Lavori anche a Capraia (1,4 milioni), Rio Marina (1,5 milioni) alla progettazione del tratto di maledetta strada 398 di accesso a Piombino (500 mila euro) e ancora dragaggi sia Livorno che a Piombino.
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Un settore cui il presidente Guerrieri e dal suo staff tengono molto – anche perché l’UE e il governo nazionale ci si sono impegnati con la faccia – è quella degli interventi sulla sostenibilità ambientale. C’è un intero impianto di rinnovo delle fonti energetiche: pannelli solari sui tetti nel porto, pale eoliche forse anche sulle dighe, il revamping del cold ironing (l’impianto-pilota della Sgarallino per dare corrente elettrica in banchina alle navi) per 77 milioni, ed altri 34 milioni per temi legati alle emissioni nocive, ai pannelli solari e all’illuminazione green. Bisogna andare verso un porto “green” e possibilmente auto-alimentato: due obiettivi quasi impossibili (si torna alla mission impossible) ma ci si prova.
Poi c’è la parte sociale: quasi 4 milioni sono stati accantonati a supporto dei lavoratori articoli 16 e 17, più altri 500 mila complessivi per la loro formazione, perché i mestieri del porto si evolvono e si farà il possibile per non espellere nessuno. La formazione è oggi un altro “mantra” nei programmi internazionali e nazionali: buona cosa, se fatta bene e specialmente se i formatori sono stati davvero formati, altrimenti può essere l’ennesimo modo di buttare i soldi pubblici. Sia Guerrieri che Paroli sono ormai vecchie volpi del settore, non si faranno fregare.
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Ulteriori temi toccati da Guerrieri e dai suoi l’utilizzo (provvisorio) della banchina alto fondale delle navi “Plus” Grimaldi, che – dichiarazione del presidente – non interverrà con i traffici dei forestali (fondamentale) e potrebbe farlo con le crociere se e quando riprenderanno (ci si penserà allora). Il nodo del porto turistico del Mediceo – che dovrà essere sciolto a favore del gruppi Benetti come da accordi di Roma benedetti dall’allora presidente Ciampi – sta portando trattative con i circoli e incontri con il Comune per far partire l’accosto turistico della Bellana (nel frattempo le barche a motore migreranno in Darsena Nuova e quelle a vela “in altra destinazione”, ma in accordo con i circoli). Patata più che rovente anche lo stand-by per risolvere il “nodo” del polo crociere&traghetti della Porto2000. Si spera di trovare una soluzione per disinnescare anche la sentenza del Consiglio di Stato sulla “riserva”, attesa per dicembre: e che potrebbe essere dirompente.
Infine è stata confermata la notizia che da oggi la “talpa” meccanica comincerà a scavare sotto la strettoia del Marzocco per realizzare il famoso “microtunnel”. L’obiettivo, approfondire il canale di accesso alla Darsena Toscana, allargando anche la strettoia con una brasata di qualche metro dalla parte del Marzocco. Se tutto andrà come previsto, sarà quasi come costruire un porto nuovo, sia in Darsena Toscana che nella zona del canale industriale.
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