Il polpo, una macchina perfetta
Ci scrive Margherita Rossini, studentessa di liceo di Viareggio:
Leggo spesso sul vostro e su altri giornali che all’istituto di robotica del Sant’Anna di Pisa si sta lavorando su un polpo artificiale, una specie di robot marino che sarebbe capace di fare, con i suoi tentacoli, azioni non immaginabili con alcun altro arto animale. Io sono appassionata sub e spesso riesco a scovare i polpi nelle loro buche, dove dimostrano intelligenza mascherandosi anche con sassolini, alghe e gusci di conchiglie. Se riesco a carezzarli delicatamente, escono anche a giocare. Sono insomma animaletti che niente hanno a che vedere con le leggende purorose delle piovra o altro. Ma davvero si riesce a replicare l’eccezionale mobilità dei loro tentacoli?
*
L’octopus vulgaris, nome scientifico del nostro polpo, è davvero un eccezionale esempio di vita animale che molti definiscono superiore.
[hidepost]
Malgrado la maggior parte degli umani amino il polpo solo con patate e cipolla – tanto che se ne fa una vera strage ogni anno – questo mollusco gasteropode è una meraviglia della natura: ha quattro cuori indipendenti, i suoi otto tentacoli sono capaci (risultato di una ricerca scientifica) di oltre 16 mila movimenti diversi, le sue ventose sono in grado di trattenere in pochi istanti oggetti più pesanti dell’animale: e sul carattere curioso ma anche giocoso si hanno centinaia di testimonianze.
Vero che al Sant’Anna sono riusciti a creare alcuni tentacoli-robot, che potrebbero essere utili sia per ricerche sub che anche in chirurgia. Ma ovviamente siamo lontani dal saper replicare i 16 mila movimenti accreditati. Chissà però se un giorno si riuscisse ad addomesticare un polpo-chirurgo, o un polpo-meccanico sub, eccetera? Sempre meglio per lui che finire in pentola come unico contributo alla nostra specie…
[/hidepost]