Sperando tutti in questo dicembre nell’anno “horribilis”
LIVORNO – L’immagine qui sopra è suggestiva: la fullcontainers “Colombo Express” della Nordana, piena di TEUs, ancora con gli ormeggi a terra ma pronta a partire. È il simbolo della speranza di tutto il mondo della logistica, per questo dicembre ormai vicino ai consuntivi sui traffici marittimi. Che come sempre anche negli anni passati segnano il discrimine tra i buoni o i cattivi risultati.
Come abbiamo scritto anche nella scorsa settimana, lo shipping ha subìto e continua a subire le drammatiche conseguenze della pandemia, con forti oscillazioni tra la domanda e l’offerta, e il conseguente aumento dei noli per far quadrare i dissestati bilanci delle compagnie di navigazione. È stato un anno ”horribilis” come dicevano i latini: e non c’è bisogno di tradurre. Ciò malgrado, grazie alla flessibilità e all’intelligenza dei grandi gruppi armatoriali – che hanno potuto chi più e chi meno usufruire del credito bancario imbottito di cash – il comparto ha retto.
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Come sempre, i mesi di novembre e dicembre sono la cartina di tornasole: su questi due mesi si concentra il maggior consumo dei paesi avanzati, e quindi il trasporto anche navale. Seguono poi, nella tradizione, i primi due mesi dell’anno nuovo in frenata. E sarà alla fine di febbraio che potremo davvero valutare se si preannuncia una nuova buona stagione o impererà ancora la crisi.
Da quello che è possibile valutare sul porto livornese, i traffici in ottobre e novembre hanno “agguantato” (valutazione a spanne attraverso le registrazioni dell’Avvisatore di Massimo Moniga sulla torre azzurra del porto), a conferma della corsa per i consumi natalizi. Vedremo il resto. Con tutti gli scongiuri del caso.
A.F.
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