Tempo per la lettura: 3 minuti

Piastra Enel: i “caveat” e il cerino

LIVORNO – Dell’“area logistica Enel” si è parlato anche nel Comitato di Gestione di giovedì scorso, con alcune curiosità (gustose?) emerse nel dibattito. La prima è che sul progetto di trasformare l’attuale vetusta centrale in zona logistica (114mila mq secondo le mappe portuali) ci sono state da tempo consultazioni con il Comune e la Regione: ma il rappresentante della Regione nel comitato portuale, ingegner Umberto Campana, è cascato dalle nuvole perché non ne sapeva nulla. L’assessore al porto del Comune, dottoressa Barbara Bonciani, sentita dopo il comitato, si è meravigliata: con la Regione sono mesi che se ne parla, anche se al momento i “caveat” – sia da particelle imprese in porto, sia dello stesso Comune – sono numerosi.

[hidepost]

In sostanza, da quello che possiamo dedurre: Enel è una potenza finanziaria e anche “politica”, nonché dubbio che abbia le risorse per il suo progetto; ma ci sono, appunto, molti temi da sviluppare. Il primo è burocratico-operativo: il Piano Regolatore del porto indica, ad oggi, una destinazione industriale e non logistica dell’area Enel. Quindi prima di tutto occorrerebbe un adeguamento tecnico-funzionale del piano. Che potrebbe anche trovare supporto tra gli operatori se contenesse altri ritocchi, da tempo chiesti: ma anche un’altra raffica di ricorsi al TAR, con imprevedibile esito. Proprio sulla pianificazione il TAR è stato davvero severo con Livorno: e le sue “sculacciate” sono scese addirittura su alcuni dettagli, come quello di un certo documento relativo alle Aree delle Autostrade del Mare che c’era, poi non ci sarebbe più stato, poi ancora forse sì o forse no. Niente di illegale, ma comunque secondo il TAR censurabile. Riassumendo: il progetto Enel richiede, a priori, un piano portuale-portuale-industriale nuovo, che non sia competitivo con le attività esistenti e che scontano già la crisi mondiale. E qui si entra anche sul tema di cui ci siamo già occupati: l’eventuale concorrenza con l’interporto Vespucci, di cui l’AdSP è ormai virtualmente socio. Sia Nastasi, sia Fulceri, sia il super-tecnico Bertini, non hanno fatto mistero dei loro dubbi.

*

Piano regolatore a parte, rimane da capire chi abbia il cerino in mano. Il Comune dice che tocca all’AdSP: Palazzo Rosciano dice che anche il Comune è responsabile, se non altro per l’impatto che ci sarebbe sulla viabilità e la pianificazione urbanistica. Poi c’è il problema della resezione del Magnale: basta guardare la cartina per capire che gli eventuali lavori metterebbero in crisi l’area di evoluzione delle navi sia per la Darsena Toscana che per il canale industriale: draghe, palancole, trasferimento del materiale via terra o via mare, il tutto mentre già oggi le navi più grandi destinate ai terminal esistenti sfiorano le banchine nelle manovre. Si può far tutto, com’è lo storico motto dei SB americani (Seabee, le api del mare, ovvero il genio lavori dei marines) ma bisogna vedere come. Intanto, come recita il comunicato dell’AdSP portato nella nostra prima pagina sul Comitato di Gestione, il responsabile della pianificazione ingegner Vanni è andato in pensione. Qualcuno sussurra che rimarrà di fatto ancora in sede per completare alcuni progetti, ma intanto è partito il concorso per sostituirlo, con alcune indicazioni (tipo di laurea, etc.) che hanno già aperto un ennesimo contenzioso. Non c’è pace…

Qualche dato dai documenti ufficiali, per chiudere. Enel è indicata all’interno del Piano Regolatore Portuale con la voce “i3” (altre attività industriali con produzione e movimentazione di materie prime e prodotti) e non sono presenti prescrizioni specifiche poiché le aree sono di proprietà di soggetti terzi. Nella mappa che pubblichiamo in prima pagina in rosso è rappresentata l’area dell’Enel, con la linea rossa tratteggiata è indicata la fibra ottica presente in porto.

Le banchine interessate hanno le seguenti lunghezze e caratteristiche:

Num.

Nome

Note

Pescaggio

Tipologia

Lunghezza

38

Bartoli

-6

Privata

160

39/N

Magnale Nord

Attualmente è interdetto l’accosto

-6

Privata

750

39/S

Magnale Sud

Attualmente è interdetto l’accosto

-6

Privata

520

Torniamo un attimo al Comitato di Gestione di una settimana fa: il presidente Corsini non è sembrato molto favorevole al piano Enel, ma si è rimesso a una specie di commissione di studio che sarà presto costituita tra AdSP, Comune, Regione ed Enel. Diceva il maestro Giulio Andreotti: “Quando non vuoi risolvere un problema affidalo a una commissione”. Honi soit qui mal-y-pense.

[/hidepost]

Pubblicato il
2 Dicembre 2020
Ultima modifica
3 Dicembre 2020 - ora: 11:18

Potrebbe interessarti

La quiete dopo la tempesta

Qualcuno se lo sta chiedendo: dopo la tempestosa tempesta scatenata a Livorno dall’utilizzo del Tdt per le auto di Grimaldi, da qualche tempo tutto tace: sul terminal sbarcano migliaia di auto, la joint-venture tra...

Leggi ancora

Se rullano tamburi di guerra

Facciamo così: se avete voglia di ripassare con me un po’ di pillole di storia, che possono insegnarci qualcosa sull’attuale preoccupante rullo di tamburi di guerra, provo a pescare nella memoria.   Le spese per rinforzare...

Leggi ancora