Come formare per la logistica
CIVITAVECCHIA – La formazione professionale è il nuovo “messaggio” che nei settori della logistica nazionale sta dilagando, con una significativa risposta tra i giovani alla ricerca di un lavoro e delle stesse aziende che lamentano carenze cognitive specifiche anche in chi proviene da studio specializzati. Che non siano tutte rose e fiori, malgrado gli impegni, è emerso dall’interessante conferenza web di due giorni fa con l’ITS Fondazione Caboto. La stessa AdSP del Tirreno Centro-Settentrionale ed Escola Europea – Intermodal Transport. Purtroppo, perché le videoconferenze sono spesso disturbate da cadute dell’audio, qualcosa si è perso. Ma l’essenziale della notizia e che è nato un protocollo operativo d’intesa tra i tre enti/istituti presentatori per un corso tecnico superiore per l’info-mobilità e le infrastrutture logistiche, gestione della logistica integrata e dei processi di spedizione. I corsi si terranno nella sede dell’AdSP di Civitavecchia, cominceranno probabilmente già prima della fine dell’anno e le iscrizioni chiuderanno con la fine di questo mese per accelerare al massimo l’operatività. Significativo che al progetto hanno già dato l’adesione una quindicina di imprese del territorio oltre all’istituto tecnico trasporti e logistica locale.
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Come si può leggere in questa stessa pagina, la necessità di una formazione specifica sui processi della logistica – diventati sempre più specializzati – come dicevamo in apertura è il “must” del momento: su cui si sono lanciati molti enti e istituti. Vale anche in campo internazionale, dove da tempo i corsi sono in atto. Ora si corre anche in Italia: niente di male, anzi benissimo, finché si tratta di iniziative serie, approfondite, con sbocchi lavorativi probabili – se non certi come ovviamente tutti si aspetterebbero – per i giovani frequentatori. Le garanzie che fornice il protocollo firmato a Civitavecchia, supportato anche dalla “benedizione” dell’armamento nazionale, sono più che valide, come quelle citate dei cinque centri di formazione dell’ITS in Italia, a partire da quelli di Genova e Gaeta che operano con programmi coordinati.
Forse da soli non saranno sufficienti ad assicurare quella che il direttore di Confetra Ivano Russo ha sottolineato di recente sulle nostre pagine, cioè l”alba nascente” di un nuovo sistema trasportistico nazionale: ma una formazione moderna, equilibrata, svolta in stretto rapporto con le aziende di settore, è certo un buon avvio. Con il “caveat” aggiuntivo che andrebbe evitata ogni sovrapposizione, e in particolare ogni competizione, tra iniziative di formazione sul territorio e tra territori. Una volta tanto dovremmo dimostrare che aveva torto Lothar von Metternich quando sosteneva che l’Italia è soltanto una espressione geografica. Far sistema oggi è la parola d’ordine nel Paese.
È quanto ha perfettamente sottolineato Cesare d’Amico, presidente dell’ITS Fondazione “G. Caboto. “Siamo lieti di aver stipulato un protocollo di intesa – ha detto – con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale e l’Escuela Europea-Intermodal Transport che ci consente di contribuire a creare valore nel settore, promuovendo una serie di iniziative nell’ambito della logistica, trasporti e commercio. Il nuovo corso per Tecnico Superiore per l’Infomobilità e le Infrastrutture Logistiche, vuole essere una risposta concreta alle esigenze delle aziende in particolare del territorio di Civitavecchia, che nonostante abbiano registrato negli ultimi tempi un forte sviluppo, riescono con sempre maggiore difficoltà a reperire profili tecnici specializzati nel comparto della logistica integrata”.
Francesco Maria di Majo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, ha dichiarato: “Un nuovo importante percorso formativo che ha, ancora una volta, come fulcro il porto di Civitavecchia. E questo grazie anche alla continua e incessante sinergia con la Escola Europea – Intermodal Transport e, da oggi, con l’ITS – Fondazione G. Caboto di Gaeta. Oggi più che mai abbiamo bisogno di giovani qualificati e preparati ad affrontare le sfide che ci aspettano e che vanno nella direzione dello sviluppo ecosostenibile, intermodale e sempre più integrato alle reti di trasporto europee del porto di Civitavecchia anche in vista della istituenda Zona Logistica Semplificata e del progetto di riconversione “green” di importanti aree a nord del principale scalo del network laziale. L’AdSP, come tutti i partner del progetto, è consapevole della necessità di gettare le basi per una nuova economia più inclusiva, digitale e sostenibile che metta al centro il fattore umano. Un programma di formazione, dunque, legato alla logistica, ai trasporti, alle operazioni portuali e al commercio internazionale per giovani e disoccupati che possano lavorare al servizio di aziende e operatori del territorio”.
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