A Piombino sbarcheranno auto con Onorato e si sviluppano i servizi di Liberty Magona

Claudio Capuano
PIOMBINO – Le nuove aree ricavate nel porto piombinese dall’abortita operazione “relitto della Concordia” sono state dunque assegnate. A fianco di quelle già conferite ormai da quasi un anno a PIM (Piombino Industrie Marittime) della joint Fratelli Neri/San Giorgio del porto per demolizioni, costruzioni e refitting navali, entrano com’è noto – salvo le verifiche burocratiche in corso – Manta Logistic per un terminal di sbarco auto provenienti dal Nord ed Est Europa (50 mila mq) e Liberty Magona a servizio di un terminal logistico multipurpose (due lotti da 65 e 55 mila metri quadri).
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Le verifiche burocratiche riguardano, come vogliono le varie normative nazionali che dovrebbero garantire la correttezza delle operazioni e che comunque allungano i tempi spesso in maniera distruttiva, sia gli aspetti finanziari, sia la copertura degli impegni, sia la consistenza dei gruppi vincitori.
Manta Logistic è come noto una joint venture tra il gruppo Onorato e i tedeschi di Ars Altmann, specializzati nel trasporto di auto nuove costruite in particolare in Europa dell’Est. Per dirla in termini concreti, è un concorrente del gruppo Grimaldi nel settore delle navi-garage e lo sbarco a Piombino si configura come un guanto di sfida sull’alto Tirreno. C’è naturalmente da capire se una volta realizzato il terminal piombinese sarà anche risolto il problema dei collegamenti stradali e ferroviari veloci con la rete nazionale. Problema peraltro sentito da tutti gli investitori in zona.
Liberty Magona da parte sua ha messo il cappello su 12 ettari di preziosi spazi portuali che saranno a servizio non solo dell’acciaieria, ma anche del territorio, con grandi progetti anche di operatività “green”, sulla quale Piombino ha da tempo il nervo scoperto.
Per il dottor Claudio Capuano, che ha firmato gli esiti della gara come responsabile per l’AdSP della direzione infrastrutture di Piombino ed Elba, i finanziamenti che arriveranno sul porto configurano uno scalo del tutto nuovo, non più soltanto “porta dell’Elba” ma con proiezione internazionale. Come sempre, molto adesso dipenderà dai tempi realizzativi. Che per PIM – si è già fatto rilevare – non sono stati affatto brevi.
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