La trovata anticrisi: l’Italia in monopattino
LIVORNO – D’accordo, è facile ironia: anzi facilissima. Perché la trovata di qualche cervellone del nostro Governo di salvare l’ambiente e l’industria con la cura del monopattino, ci ha fatto ridere dietro fino alla Papuasia. È carognesco, lo so: in tempi come questi, può sembrar di sparare sulla Croce Rossa. Però quando il direttore generale di ALIS Di Caterina, intervistato alla TV, ricorda che lo stanziamento per monopattini/biciclette è stato di 70 milioni contro 90 milioni a supporto dell’intero sistema nazionale automotive, l’incazzatura diventa legittima. E lo diventa ancora di più se si prende per vero quanto è stato aggiunto: che cioè la produzione dei monopattini è quasi esclusivamente in mano ai cinesi e agli USA.
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Non stiamo a ripetere che gli aiuti di Stato hanno scatenato gli uni contro gli altri interi settori in crisi. Sembra la replica del celebre Cammeo dei Promessi Sposi dove si parla dei polli di Renzo, che si becchettavano tra loro mentre venivano condotti al girarrosto. Uno scatenarsi di scontri fratricidi che magari è giustificato dal bombardamento quotidiano sulle centinaia di miliardi che ci starebbero arrivando e che dovranno poi pagare i nostri figli (e i figli dei nostri figli) ma non aiuta a capire il nuovo mostro, la pandemia della fame. E allora cerchiamo di essere seri: meglio a piedi e per favore, Pedro, adelante con juicio.
Antonio Fulvi