Quei canoni demaniali da congelare

Paolo Emilio Signorini
GENOVA – Si parte dalla Liguria, che per le imprese balneari ha molto da insegnare: il presidente Signorini ha scritto di recente che si può studiare – anzi si deve – la sospensione dei canoni delle concessioni demaniali almeno per quest’anno, in relazione a una stagione balneare che certo non brillerà.
Quella dei canoni demaniali è una richiesta che accomuna anche altri settori importanti, come le concessioni demaniali sui porti, che ovviamente scontano le stesse difficoltà di quelle balneari per le drammatiche conseguenze dell’epidemia. Non va dimenticata anche la spada di Damocle della Bolkestain, non ancora disinnescata. Come in tanti altri importanti temi, si aspettano decisioni da Roma. Se possibile, non in tempi biblici.
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Come sempre dove la logistica si confronta a livello globale, i ritardi e le incertezze dei sistema Italia – in gran parte dovuti alla burocrazia peggio che borbonica – si riflettono sulla competitività. Aver bloccato per due mesi ed oltre gran parte del lavori sui terminal e sulle concessioni portuali non può non aver prodotto ricadute negative, molte volte tali da creare reali difficoltà di far fronte ai canoni. Da qui le richieste che piovono su tutti i porti nazionali.
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