Un 2019 di traffici portuali: i sistemi italiani hanno retto
LIVORNO – I sistemi portuali italiani hanno registrato, per il 2019, un andamento dei traffici malgrado tutto in chiave positiva. Ne va preso atto, sia sulla base della grande tabella con i dati che pubblichiamo nelle pagine interne con i giri di questo articolo, sia dei commenti qui a fianco del presidente di Assoporti Daniele Rossi e del nostro concittadino, il maritime consultant Angelo Roma, già presidente di Toremar ed Assonautica della Camera di Commercio, attualmente vicepresidente dell’interporto/retroporto Vespucci di Guasticce. Ovviamente, senza tentare paragoni con i grandi sistemi del Nord Europa o ancor più del Far East cinese per non farci prendere dallo sconforto. Ma per quello che Churchill definiva “il ventre molle dell’Europa” ci sembra di poterci accontentare.
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Sostanzialmente ci sarebbe poco da aggiungere ai dettagliati indici dei vari traffici della tabella, e ai commenti qui a fianco. Come considerazioni aggiuntive, si può rilevare come nella classifica dei sistemi portuali per milioni di tonnellate di merci, Genova sia incalzata da vicino da Trieste (67 milioni di tonnellate Genova, 66 Trieste) mentre nel totale delle merci in contenitori, ro/ro e varie altre modalità dopo la solita Genova (44 milioni di tonnellate) si trova Livorno (32,6 milioni) seguita da Gioia Tauro (29 milioni). Livorno, come sottolineano anche i commenti di Rossi e Roma, è saldamente in testa per movimento delle merci su ro/ro con 21,7 milioni di tonnellate: un risultato sia della posizione geografica, sia della sfida in atto in particolare tra i gruppi Grimaldi e Onorato. Ravenna è in pole sui rinfusi, altro primato importante.
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Difficile ipotizzare oggi, anche alla luce dei catastrofismi annunciati ma della voglia di ripartire espressa da tutti, che cosa succederà nella seconda metà di quest’anno, a pandemia – speriamo – archiviata. La ripresa delle attività produttive, che in questi giorni è annunciata almeno a gradi, dovrebbe trovare alcuni settori della logistica pronti ad operare. Ma ci sono anche altre incognite. Se è praticamente conclusa la miracolosa ricostruzione del viadotto di Genova (ex ponte Morandi) che ridarà respiro al porto di Genova, altri problemi si sono affacciati qua e la, compreso il crollo di un altro viadotto costiero, quello sul fiume Magra, che collega la vallata al porto di La Spezia e che interessa l’intero settore dei collegamenti stradali tra l’interno della Toscana e della Liguria. Un crollo avvenuto mercoledì scorso, esattamente una settimana fa, con conseguenze sulla logistica del Nord-Ovest ancora da chiarire completamente, ma comunque con un ennesimo segnale di crisi della nostra rete stradale. Che di questi tempi specialmente non aiuta certo a sperare in una veloce ripresa.
A.F.