Italiani agli arresti domiciliari
LIVORNO – In pochi giorni è cambiato il nostro piccolo e grande mondo. Da giovedì fino al 15 marzo scuole chiuse, manifestazioni pubbliche vietate, fiere rinviate (compresa Vinitaly che inizialmente sembrava confermata malgrado il Covid-19) partite e gare sportive sospese. E il decreto che “invita” gli ultra settantacinquenni a starsene chiusi in casa, agli arresti domiciliari. Nemmeno in tempo di guerra.
L’Italia al tempo del coronavirus non si presenta bene. Pubblichiamo qui sotto la nota della Fiera di Verona sulla grande rassegna del vino italiano, che è sempre stata un appuntamento clou per il nostro export. Ci vorrebbe poi un giornale di cento pagine per riferire tutti i comunicati con cui i Sistemi Portuali, le associazioni, le aziende, le autorità locali e non intervengono sulla pandemia. Abbiamo pubblicato il possibile in relazione agli spazi. Una speranza: quella che entro pochi giorni si possa riprendere a vivere senza lo spettro del nostro vicino “untore”.
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VERONA – “In considerazione della rapida evoluzione della situazione internazionale che genera evidenti difficoltà a tutte le attività fieristiche a livello continentale, Veronafiere ha deciso di riposizionare le date di Vinitaly, Enolitech e Sol&Agrifood dal 14 al 17 giugno 2020, ovvero nel periodo migliore per assicurare a espositori e visitatori il più elevato standard qualitativo del business”.
Così Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere in chiusura del Consiglio di Amministrazione della Spa, riunitosi mercoledì. “Vinitaly, insieme ad OperaWine – ha proseguito il direttore generale -, si svolgerà quindi in un contesto temporale in cui grandi eccellenze del made in Italy, quali Cosmoprof e Salone del mobile, per esempio, avranno il compito di rilanciare con forza l’attenzione dei mercati internazionali e l’immagine dell’Italia. In questo frangente ringraziamo le aziende per la fiducia che ci stanno dimostrando”.
La decisione è stata frutto di un’attenta analisi dei dati disponibili oltre che dell’ascolto delle posizioni degli stakeholder del mercato, incluse le principali associazioni di settore: Unione Italiana Vini, Assoenologi, Federvini, Federdoc, Federazione vignaioli indipendenti e Alleanza delle Cooperative settore vitivinicolo. “Lo spostamento a giugno di Vinitaly e di altre importanti manifestazioni internazionali nelle città di Milano e Bologna – spiega Maurizio Danese, presidente di Veronafiere – è un segnale che il Made in Italy scommette su una pronta ripresa economica nei settori chiave del sistema-Paese. Auspichiamo quindi che il nuovo calendario fieristico nazionale possa generare una rinnovata fiducia ed essere strumento con cui capitalizzare la ripartenza del nostro Paese”. Veronafiere attiverà una task force per assistere i propri clienti in ogni ambito necessario alla riorganizzazione delle manifestazioni posticipate e in stretta collaborazione con le associazioni di riferimento predisporrà tutte le azioni di incoming necessarie a garantire la presenza di buyer e operatori professionali qualificati. Sulle nuove date, inoltre, Confcommercio Verona e Cooperativa Albergatori veronesi hanno espresso massima disponibilità per favorire lo spostamento delle prenotazioni.
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