Rimorchiatori, tariffe giù

Giuseppe Tarzia e Piero Neri.
LIVORNO – Due anni fa il comandante del porto, allora come oggi contrammiraglio (Cp) Giuseppe Tarzia, parlò di porto dei miracoli sulla base di alcuni tagli tariffari, dell’apertura ai traffici di notte e del parziale allargamento della strettoia del Marzocco. Questa volta – due giorni fa – l’ammiraglio, affiancato dal cavaliere del lavoro Piero Neri presidente dell’impresa dei rimorchiatori, ha rilanciato: senza più citare i miracoli, ne ha tuttavia annunciato un altro: il taglio delle tariffe del rimorchio portuale che rispetto al 2018 sfiora (e in alcuni casi supera) il 40%. Il tutto in piena collaborazione e reciproca stima tra Capitaneria e impresa Neri.
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La stampa quotidiana e i siti web hanno riferito con dovizia di particolari gli elementi tecnico-finanziari dell’ordinanza n. 20, che entra in vigore da oggi, sabato 29 febbraio. Per semplificare, riportiamo qualche esempio: la tariffe sulle portacontainer medio/grandi cala del 22,51% (e rispetto alla pre 2018 del 42,29%); quella per le navi da crociera del 21,72% (del 42,60% rispetto al pre 2018); quella delle forestali del 19,11% (-40,68% totale) e infine delle car/carry del 15,64% (del 38,13% in complesso). Un dettaglio: eliminata totalmente la maggiorazione del sabato (era del 40%) il porto lavora a tariffa uguale per sei giorni alla settimana. Considerato che anche le tariffe dei piloti hanno avuto in questi ultimi tempi alcuni ritocchi (e aggiornamenti, con l’ausilio del pilotaggio in vhf) e che l’ammiraglio sta trattando con gli ormeggiatori per estendere le revisioni, il porto di Livorno è oggi tra i più competitivi sul piano delle tariffe complessive. Tenendo conto, ovviamente, della natura fisica dello scalo, con le principali banchine commerciali condizionate da canali e strettoie.
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Piero Neri, parlando dei tagli alle “sue” tariffe, ha ricordato che alla base delle nuove tariffe ci sono, oltre ai calcoli tecnici di legge che vogliono i ricavi commisurati alle spese – senza margini di discrezionalità, con revisioni biennali – anche gli sforzi dell’azienda per una maggiore efficienza: sforzi sia nella preparazione del personale, sia nell’ammodernamento dei mezzi, anche con due nuovi tug azimutali che stanno per entrare in servizio. Contribuiscono anche le navi più recenti, che per quanto in genere più grandi hanno capacità di manovra migliori (bow trhuster multipli, eccetera). Ma l’elemento più qualificante sono i continui investimenti su uomini e mezzi ai fini dell’efficienza e specialmente – ha voluto sottolineare – della sicurezza. L’impresa segue anche con attenzione – ha risposto su una specifica domanda Piero Neri – gli esperimenti in corso in alcuni scali del Nord Europa e dell’Asia sui tug a equipaggio ridotto o addirittura a remote control senza equipaggio. A conferma che la tecnologia navale corre, quasi sempre più veloce delle stesse normative. L’impegno alla massima collaborazione in ambito portuale è fondamentale – ha concluso il cavaliere del lavoro – perché una realtà così complessa possa offrire il meglio.
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Presenti i vertici di tutte le principali associazioni che operano in porto, e dei terminal stessi, l’ammiraglio Tarzia ha concluso ricordando che così com’è strutturato il porto di Livorno difficilmente potrà offrire di più e meglio. E sul progetto della Darsena Europa la Capitaneria, insieme ai piloti, ha presentato a Palazzo Rosciano una approfondita serie di valutazioni sull’ultimo dei tanti progetti che si sono succeduti, con osservazioni migliorative sia sulle banchine che sulle protezioni. Una palla lanciata al presidente dell’AdSP Stefano Corsini presente all’incontro. E Corsini l’ha presa al volo. La piattaforma Europa – ha detto calcando la parola sul termine “piattaforma” – non può che essere la risposta all’esigenza di un nuovo porto non più condizionato dalle attuali limitazioni di spazi e fondali. L’AdSP sta lavorando con la Regione e con il ministero – ha detto Corsini – ed ha oggi la garanzia che i finanziamenti ci sono, che il progetto è nei piani del Cipe e che a breve si arriverà anche ad altri necessari passaggi fondamentali. Non l’ha detto ma sembra sia in programmazione anche la conferenza Stato/Regione che dovrò mettere l’imprimatur definitivo sull’opera. Ha poi ricordato che se è vero che di Darsena Europa (o “piattaforma” che dir si voglia) si parla ormai da una decina d’anni, è anche vero purtroppo che in Italia la realizzazione di una grande opera di questo tipo richiede un tempo medio di 17 anni. Per il progetto Europa – darsena e poi piattaforma – Corsini ha ribadito un avvio formale per il 2024. “Che è domani – ha sottolineato – e ci impone di correre”.
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Nello stesso pomeriggio della conferenza stampa c’è stato anche l’atteso Comitato di Gestione dell’AdSP: guardacaso, dopo che era stato annullata all’ultimo tuffo l’attesa conferenza stampa “plenaria” a Palazzo Rosciano in cui Corsini e tutti i dirigenti di area avrebbero dovuto fare il punto sullo stato dell’arte dei grandi tempi del porto. Conferenza rinviata a data da destinarsi non senza qualche imbarazzo, con una giustificazione a mezza bocca e assai poco convinta sul Covid 19 e qualche indiscrezione sul fatto che non tutti i dirigenti si erano dimostrati pronti con i loro rapporti.
Il Comitato di Gestione, da parte sa, si è concluso con un paio di concessioni rinnovate – tra cui quella all’LM sulla quale si era espressa giorni fa anche la commissione consultiva – e comunicazioni relative alla lunga e complessa vicenda dell’aumento di capitale nel “Vespucci” ed all’altrettanto lungo e complesso iter per il piano attuativo. Della serie: con la burocrazia attuale, vale il vecchio detto marinaresco dell’“avanti adagio, quasi indietro”.
Antonio Fulvi
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