Shipping, Forwarding & Logistics, prime analisi: tutti insieme per chiedere impegno alla politica

Nella foto (da sx): Russo, Schiavoni, Caracciolo, Masucci, Castaldo, Fuochi.
MILANO – Due giorni di lavori, impegnativi ed approfonditi: così Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry ha affrontato i temi più attuali del mondo dei trasporti e delle strutture dedicate, con una serie di interventi che meriteranno, nei prossimi numeri del nostro giornale, il giusto rilievo. Oggi per iniziare, abbiamo raccolto il parere di Umberto Masucci, presidente nazionale The International Propeller Clubs sui temi del dibattito della prima giornata.
Presidente, i temi e le relazioni sono stati di alto livello ma si è notata la mancanza della politica; cosa si può fare per sfondare questo muro di sottovalutazione?
Dobbiamo dare l’esempio positivo accorpando le associazioni che fanno capo alla logistica, alla portualità e allo shipping. Perché la politica ha difficoltà ad ascoltare i tanti attori del nostro mondo: ma credo che proprio in un convegno come questo, dove siamo riusciti a mettere insieme tutti i comparti del settore ed anche l’industria, la mancata partecipazione della politica non è certo un segno positivo.
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Dobbiamo quindi fare squadra e incalzare i politici perché qui si tratta non solo di strategie politiche generali, ma anche della loro implementazione nei vari stakeolder locali. Mi riferisco ad esempio alle autorità di sistema portuale. Ho infatti denunciato la situazione di delegittimazione e demotivazione che, in qualche modo, è arrivata da sei presidenti dei porti indagati o rimossi e poi reintegrati. Lo stesso vale per tre segretari generali. Persone che ritengo, insieme all’intero cluster, degne di massima stima. Abbiamo perciò deciso come Propeller, come attori di tutto il cluster marittimo, di programmare per il 17 febbraio una “giornata romana” quando andremo nella capitale ad incontrare tutti i presidenti dei porti italiani per confrontarci sui problemi reali, ma anche per dare sostegno a quella che è la loro azione nei vari porti. Questo perché, al di là del nostro voler essere loro vicini nelle difficoltà che possono incontrare, chi subisce i riflessi negativi della loro demotivazione e delegittimazione siamo noi, operatori e imprenditori dei porti, dello shipping e della logistica. Sarà dunque una giornata importante: dovremmo incontrare anche il sottosegretario all’ambiente Morassut proprio per far capire al suo ministero che al di là di quelle che sono le problematiche che i presidenti dei porti, ed Assoporti nel suo insieme vivono ogni giorno, sono gli imprenditori e gli industriali che da questa importante portualità dipendono, a doversi realmente confrontare con l’ambiente.
E così faremo con il ministero dei Trasporti. Per avere delle politiche un po’ più compatibili e un po’ più europee.
Quali aspetti di rilievo ritiene siano emersi da questo panel sulla logistica italiana?
Credo siano due. Il primo è che siamo deficitari sotto l’aspetto logistico rispetto a molti altri paesi europei, ma che abbiamo opportunità malgrado le problematiche. Fra le opportunità è stata ribadita la posizione geografica strategica dell’Italia nel Mediterraneo. È emerso anche nell’interessantissimo intervento del professor Caracciolo che ha affrontato il tema degli investimenti cinesi in una visione di opportunità ma anche di criticità. È stato citato ad esempio il problema del rapporto con gli Stati Uniti d’America relativo ai protocolli ed accordi che abbiamo fatto con la Cina: anche se non sono stati ancora resi operativi non sono visti molto di buon occhio.
L’altro punto importante riguarda il settore dello shipping: Mario Mattioli, presidente di Confitarma e della Federazione del Mare ha ricordato il grande impegno green che l’armamento italiano, oltre che quello mondiale, sta dimostrando. La mattinata è stata veramente molto intensa: tutti i principali attori del nostro mondo hanno saputo declinare, in modo armonico tra di loro, i tanti problemi. Ora sta a noi dare un contributo affinché questi problemi vengano poi risolti dalla politica e dai decisori.
C.G.
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