Impatto ambientale e città

Nella foto: Una donna/farfalla, simbolo di aria pulita in porto.
LIVORNO – La recente pubblicazione del 1° Rapporto sulla Carbon Footprint del Sistema Portuale dell’Alto Tirreno ha aperto, nei giorni scorsi, un prevedibile dibattito sull’impatto ambientale che le attività portuali hanno sulla città.
Il problema non è nuovo, anzi direi datato e riguarda tutti i porti del mondo. Ciò che spesso non si dice, però, è che esistono progetti che miglioreranno a breve la sostenibilità ambientale, ed anche le prestazioni delle stesse operazioni portuali.
Già dallo scorso giugno è stato lanciato il progetto Green and Connected Ports (GREEN C PORTS), guidato dalla Fundación Valenciaport e finanziato da un programma per collegare l’Europa della Commissione europea (CEF).
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Questo progetto affronterà sei casi aziendali costituiti da prototipi e test pilota che verranno implementati in diversi porti europei. Serviranno per testare tecnologie innovative come l’IoT (Internet of things), i big data e l’analisi predittiva, utilizzando modelli di intelligenza artificiale.
GREEN C PORTS mira a fornire una gamma adeguata di strumenti e tecnologie di digitalizzazione che supporteranno la sostenibilità ambientale dei porti e le prestazioni delle operazioni portuali, nella rete centrale TEN-T; verranno implementati una serie di sensori, database meteorologici, apparecchiature come telecamere per imaging ottico, al fine di prevedere i livelli di qualità dell’aria e di inquinamento acustico.
Grazie all’utilizzo di modelli risultanti dall’insieme dei big data originati da diversi sistemi IT portuali, quando si prevederanno riduzioni e/o attese della produttività dei porti, una serie di avvisi verranno inviati alle parti interessate (operatori terminalisti e vettori marittimi). Una volta comunicate queste informazioni, le Compagnie di navigazione saranno in grado di regolare la “finestra di ormeggio” nei porti di scalo. In questo modo si potranno ridurre i tempi di permanenza della nave in porto e il conseguente numero di emissioni inquinanti.
I problemi di sostenibilità ambientale sono di fondamentale importanza e non si può prescindere da essi quando si parla di attività portuale che comunque viene svolta in ambiente che riguarda l’uomo.
Vale la pena ricordare che anche l’Italia si è espressa chiaramente a favore dell’istituzione nel Mediterraneo di un’area ECA (Emission Control Area), vale a dire, un tratto di mare dove vige il limite dello 0,1% di contenuto di zolfo nei combustibili marini.
Mi sento, però, di poter concludere questa breve riflessione con ottimismo grazie alle innovazioni tecnologiche, sopracitate, che sono allo studio e che integreranno le attività marittime.
Angelo Roma
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