Livorno, “nodo” in RETE?

Nella foto (da sx): Il dottor Rinio Bruttomesso, il sindaco Luca Salvetti e l’assessore Barbara Bonciani.
LIVORNO – La collaborazione tra porti e città portuali è un tema che, come l’Araba Fenice, tutti dicono che ci sia ma nessun sa come e dove si sviluppi. Così il Comune di Livorno ci ha provato, entrando nell’associazione RETE che si pone appunto l’obiettivo – a sviluppo internazionale – di favorire la collaborazione tra porti e città.
Ne abbiamo scritto nel numero scorso, per l’occasione della firma da parte del sindaco di Livorno Luca Salvetti, dall’assessore comunale al porto Barbara Bonciani e dal presidente di RETE, il veneziano Rinio Bruttomesso.
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Nella conferenza stampa che è seguita alla firma, oltre ad illustrare i progetti operativi per creare il “Nodo avanzato” di Livorno, alcune valutazioni sul quadro nazionale della portualità, con le sue prospettive e specialmente con le sue carenze. Proviamo a fare un punto di sintesi.
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RETE – Il suo programma è vasto. Anzi vastissimo. Punta a creare una rete di “nodi” portuali interconnessi, con l’obiettivo primario, spiega il suo presidente Rinio Bruttomesso, di stimolare l’innovazione e l’adattamento a un contesto internazionale caratterizzato da continui mutamenti. Belle parole, indubbiamente. E per fortuna non solo parole: perché RETE esiste già da tempo, ha una sua diffusione specialmente tra i porti spagnoli e si ricollega anche ad associazioni operative che rappresentano le categorie dei “clienti” dei porti. C’è un anello debole, ed è il rapporto con il governo: viene cercato, ovviamente, ma Bruttomesso è consapevole che finché non sarà attuata la sospirata riforma della riforma della Riforma della portualità, si rischia di cercar di raccordarsi a un ectoplasma. Lo dimostra Assoporti, che si dibatte – è stato evidenziato – anch’essa alla ricerca di un ruolo verso il governo che nessuno ancora ben individua. Siamo all’ottimismo della speranza?
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SINDACO DI LIVORNO – Il sindaco Luca Salvetti, ma in particolare l’assessore alla portualità Barbara Bonciani, si sono detti convinti che occorra stabilire un rapporto nuovo e più approfondito tra porto e città: non solo nello studio del waterfront, ma su tutte le tematiche adatte a portare i cittadini ad interessarsi del porto e a non considerarlo un’enclave alla francese (“enclaver”, ovvero chiudere a chiave) ma un motore di sviluppo, di lavoro e anche di cultura. In particolare il sindaco Salvetti ha citato i sui numerosi incontri sul tema porto a partire dalla Regione – che è nettamente schierata in supporto – fino all’AdSP, la Capitaneria, le rappresentanze politiche. Ha confermato anche di aver chiesto un incontro al nuovo ministro delle Infrastrutture sul tema Darsena Europa.
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ASSESSORE AL PORTO – La dottoressa Barbara Bonciani è una mosca rara nel panorama della politica locale. Laureata in scienze politiche, dottore in sociologia, un master in progettazione europea, è dal 2011 (non ancora quarantenne) vincitrice del concorso all’Autorità portuale labronica, dove si è occupata di traffici portuali, trasporti, relazioni porto/città e integrazione sociale dei porti. Fa arte come ricercatore associato del consiglio nazionale delle ricerche (Ircres), ha lavorato per il parlamento europeo, ha vinto una borsa di studio internazionale Shuman e una Marie Curie di ricerca europea.
Mi fermo ai titoli: ma era necessario perché si comprenda come Barbara non sia solo una giovane e bella donna paracadutata in un ruolo più grande di lei, ma un’esperta proprio del settore, con visioni ben più allargate del tratto di costa dal Marzocco ad Antignano. È pienamente consapevole di avere un tavolo da lavoro stracolmo di urgenze: ma anche che l’unico modo reale di risolvere i problemi è quello di far squadra. E ci sta provando. I quattro tavoli di lavoro istituiti con RETE dovranno smentire il vecchio e sarcastico detto di Andreotti, secondo cui se non vuol risolvere un problema facci sopra una commissione, o appunto, un tavolo di lavoro. Auguri.
Antonio Fulvi
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