Partono (finalmente) i primi lavori della Piombino Industrie Marittime
PIOMBINO – Questa volta ci siamo. Entro la seconda metà del mese, se non ci saranno cambi di programma, PIM (Piombino Industrie Marittime) avvierà il suo primo lavoro nell’area di circa centomila metri quadri che gli è stata assegnata fin dal 2016: la demolizione di quattro – o forse più – degli “sponsons”, ovvero dei maxi-cassoni di galleggiamento che hanno rimesso in assetto il relitto della Costa Concordia. Per PIM – società al 50% tra il gruppo livornese Neri e il genovese San Giorgio del Porto – ci sono voluti tre anni per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie all’operatività: una specie di calvario tra ministeri, Regione, Comune e Authority varie, che la dice lunga sulle difficoltà di chi investe in opere non solo marittime in Italia. PIM tra l’altro è nata anche per rispondere alle norme UE per la demolizione “green” delle navi obsolete, e solo di recente l’Italia si è mossa in ottemperanza alle suddette norme. Nei programmi, ha sottolineato più volte il giovane amministratore delegato ingegner Valerio Mulas, ci sono anche refitting navali, nuove costruzioni per conto terzi e riparazioni. È allo studio anche un bacino di carenaggio galleggiante, per il quale si era pensato di utilizzare proprio gli “sponsons” della Costa Concordia. L’investimento a regime di PIM – confermano i due soci – è di circa 15 milioni di euro e i posti di lavoro sfioreranno un centinaio.
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Ma il porto di Piombino è anche al centro di un mega-piano di insediamenti che parte dagli oltre 200 milioni di euro – dato Regione Toscana – che hanno consentito di creare banchine a 20 metri di pescaggio, nuove aree e prospettive storiche. Lunedì 9 settembre scadono i termini dell’avviso pubblico per gli investitori interessati a insediarsi in loco. Secondo Claudio Capuano, che di recente è stato riconfermato come responsabile del procedimento e – “quasi” segretario generale dell’AdSP con molta autonomia rispetto a Livorno – si va verso la gara su tre lotti per complessivi 180 mila metri quadri. Ci punta il gruppo Onorato per un polo di movimentazione delle auto – “non in concorrenza con Livorno – ha specificato l’armatore – oltre alla Nuova Pignone-Bhge per i grandi moduli da assemblare per le spedizioni in tutto il mondo. C’è poi il polo delle acciaierie che pur attraverso una serie di sofferti passaggi aziendali sembra destinato a ripartire. Di spazi ce ne sono per tutti: in un secondo tempo saranno messi a campo altri 500 mila metri quadri di piazzali. E se nel frattempo sarà risolto lo storico, versante tragico “imbuto” della viabilità tra la A-1 e il porto, per Piombino si profila un futuro prossimo da grande scalo.
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