Ministero del mare nuove sollecitazioni
ROMA – La promessa della politica è di far presto a risolvere la crisi di governo italiana: e le consultazioni che si sono sviluppate tra mercoledì e giovedì scorso hanno dato il risultato che sapete. Ma c’è una importante postilla ai programmi di nuova governance: torna a farsi pressante la richiesta dei settori operativi della logistica marittima – a cominciare Confitarma, Assoporti, Confetra ed altri – per riesumare il defunto ministero della marina mercantile, sotto una nuova e più allargata veste di Ministero del mare.
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Che oggi le competenze nel settore marittimo siano eccessivamente disperse tra almeno quattro o cinque ministeri è un dato di fatto, che non ha prodotto certo vantaggi. Anzi, qualche volte si sono innescati conflitti di competenze tra Infrastrutture Trasporti, Ambiente & difesa del mare, Politiche agricole e forestali, Difesa ed altri ancora. Per il cluster portuale il tutto si è tradotto anche in ritardi nella pianificazione, specialmente per quello che riguarda le infrastrutture portuali e i relativi ivi collegamenti terrestri specie per l’“Ultimo miglio”. Non sono mancate anche proposte di chiarire meglio le competenze assegnate alle Regioni, specialmente negli ultimi tempi quando al governo sono state avanzate ipotesi di maggiore autonomia delle Regioni o delle Macro-Regioni. Tra i tanti problemi da risolvere, quello di Ministero del mare non dovrebbe essere il più difficile.
A.F.
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