Sintermar vince al Tar per le aree ex Trinseo
FIRENZE – Il tribunale amministrativo regionale della Toscana, seconda sezione presieduta dalla dottoressa Rosaria Trizzino, ha accolto nei giorni scorsi il ricorso del terminal Sintermar del porto labronico contro l’Autorità portuale, che aveva ingiunto alla stessa Sintermar di non utilizzare i terreni ex Trinseo Italia (in fase di acquisto) per i traffici di sbarco delle auto.
Nello scorso gennaio l’Autorità portuale aveva cominciato alla Sintermar “di astenersi dall’intraprendere l’utilizzo dell’area Trinseo per movimento e stoccaggio di auto nuove e di altre attività che non siano quella industriale e correlativamente alla realizzazione di interventi finalizzati all’utilizzazione dell’area stessa in difformità con le destinazioni e prescrizioni del piano regolatore portuale”.
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Una pesante tegola, l’ingiunzione, sull’iniziativa di Sintermar di allargare ulteriormente uno dei traffici più importanti del porto labronico, sul quale è in pratica il primo scalo in Italia. Peraltro la società aveva comunicato all’AdSP che si sarebbe limitata a svolgere sull’area lavori non strutturali, volti a consentire lo svolgimento in sicurezza dell’attività di movimentazione e stoccaggio di auto nuove, in sosta temporanea per il transito da e per via nave, senza procedere alla costruzione di alcuna opera strutturale sull’area”. A sostegno e “ad ajuvandum” si è costituita anche la Trinseo.
Le argomentazioni di Sintermar e Trinseo sono state accolte in pieno dal Tar che ha proceduto ad annullare l’ingiunzione dell’AdSP, ricordando anche che l’attività di stoccaggio e movimentazione delle auto “deve ritenersi consentita dalla disciplina del piano regolatore portuale anche nella porzione della Trinseo”.
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