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Livorno, masochista incatenato?

Angelo Roma

LIVORNO – Il maritime consultant Angelo Roma, già titolare di numerose cariche operative nel porto, è stato recentemente nominato esperto per gli Interreg europei relativi al nostro territorio. L’abbiamo intervistato sui temi più attuali del nostro scalo.

Per prima cosa, complimenti per la sua nomina. Può dirci quali criteri sono alla base della scelta degli esperti come Lei per i progetti Interreg?

La Regione Toscana è Autorità di Gestione del Programma Interreg Italia Francia Marittimo 2014-20, un programma di cooperazione transfrontaliera tra le Province della costa toscana, la Liguria, la Sardegna, la Corsica e la Region Sud PACA.

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Da tempo la Toscana collabora con il Commisariat Gènèrale à l’ègalité de territoire francais (CGET) per il processo di capitalizzazione. Il CGET ha scelto alcuni progetti del Programma e nell’ambito di questo percorso ha identificato alcune buone pratiche generate dai progetti; attualmente il CGET sta per avviare una fase di analisi di queste realizzazioni, coinvolgendo esperti del settore, per capire se queste realizzazioni siano effettivamente efficaci/d’impatto/innovative/sostenibili, e se esiste realmente un potenziale di diffusione e riuso da parte di attori dell’economia portuale o altri Programmi CTE. In questo contesto, il CGET ha chiesto di suggerire dei nomi di esperti in questo settore a livello nazionale che abbiano una conoscenza approfondita del trasporto marittimo e dell’economia portuale: ecco il perché della mia nomina.

Quali sono i progetti Interreg sui quali è chiamato a lavorare come esperto?

Economia blu, economia portuale e servizi alle imprese nel settore portuale. Identificare poi, potenziali gruppi target che potrebbero essere interessati ad utilizzare alcuni esiti di progetti, strumenti e metodi messi in atto, attraverso azioni mirate di diffusione, o trasferimento di metodo.

Il porto di Livorno attraversa un preoccupante e complesso periodo, non solo perché commissariato, ma anche perché viene indicato come oggetto di continue risse che ne bloccano la crescita. Di recente si è espresso, in chiave di preoccupazione, il presidente di Federagenti Duci, che ha parlato di “Masochismo livornese”.

Caro direttore, a questo proposito mi piace ricordare che “non a caso” nel 1951, grazie ad un accordo tra Italia e gli Stati Uniti, nasce poco lontano dal Porto – Camp Darby – la centralità dell’area avrebbe permesso di rifornire le forze terrestri ed aree statunitensi, in tempi molto più brevi di quanto occorrerebbe se venissero direttamente dagli USA. I nostri punti di forza, d’altronde, sono: posizione geografica e condizione orografica strategica; buoni collegamenti ferroviari e stradali; presenza di estese aree retroportuali, adibite ad Interporto ed autoparco.

Duci ha quindi perfettamente ragione: sia quando dice che il nostro porto è l’unico oggi in grado di servire contemporaneamente le due direttrici del Brennero e del Gottardo, e sia quando non dice, ma si riferisce alla “guerra” tra Grimaldi ed Onorato, che ha portato la comunità portuale locale a litigare su tutto, contendendosi ogni pezzo di area oggi contendibile.

Al presidente della Regione Enrico Rossi va riconosciuto di essersi speso molto per il sistema portuale. Però da anni siamo fermi con la soluzione del nodo stradale & ferroviario del Calambrone, che bloccherebbe di fatto con un vero imbuto ogni accesso alla sospirata Darsena Europa. Come si può ipotizzare questa grande opera quando gli accessi sono ancora da Medioevo, con commistura di traffico pesante e turistico per Tirrenia?

Premesso che la Regione Toscana tramite il suo presidente è stata, ed è, di grande stimolo per le infrastrutture, ricordo che lei su questo giornale chiamò “bestemmie logistiche” questi imbuti: e chiaramente concordo. Sicuramente esistono bozze di studi per risolvere quanto accennato, ma sono convinto che quando la prima draga inizierà a lavorare per aumentare i fondali del porto, contemporaneamente gli studi saranno affrettati.

Colgo ora l’occasione per un appello a tutta la comunità portuale. Siete d’accordo che prima della fine del 2025 non sarà possibile vedere la messa in opera effettiva della Piattaforma Europa? Convenite che se non si trova una soluzione propedeutica, e sottolineo “propedeutica” alla P.E. che permetta di fare entrare almeno le navi da 12/13.000 TEU entro massimo 42 mesi, abbiamo grosse probabilità di rimanere fuori dalle rotte rilevanti? Se sì, diamoci da fare per trovare, il più presto possibile, le risposte!

La svolta politica, ovvero il ritorno del Comune di Livorno al partito Pd dopo la parentesi 5stelle, può indicare, a suo parere, anche una diversa posizione nei confronti dell’AdSP dopo i feroci scontri tra il sindaco Nogarin e l’allora segretario generale Provinciali? E in che chiave?

Non ho alcun dubbio che il rapporto tra Luca Salvetti ed il segretario Generale Simone Gagliani (oggi f.f.) sarà di natura essenzialmente collaborativa. Conosco entrambi, e sono più che sicuro che insieme al commissario ammiraglio Verna, concorderanno tutte quelle azioni tendenti ad accelerare tutte le fasi di crescita del nostro porto.   

I nuovi assetti che nasceranno dalla gara per la Porto 2000 sembra richiederanno tempi lunghi, mentre serrano sotto altri porti (come La Spezia) che puntano allo stesso hinterland. Non stiamo rischiando di perdere “il treno delle crociere”?

Francamente non penso che stiamo perdendo il treno delle crociere, perché da quando Livorno, un po’ ingenuamente, mise in condizioni La Spezia di portarci via buona parte del traffico crocieristico, siamo riusciti a riprenderci con aumenti costanti dal 2 al 3%. E tali stesse percentuali, prevedo, ci saranno per i prossimi 3 o 4 anni, considerato che:

– Il Gruppo Norwegian Cruise Line ha confermato la relazione forte di questi anni con il porto labronico e prevede un potenziamento degli scali, che lo vedrà divenire il primo cliente per numero di toccate e per passeggeri.

– Carnival Corporation continua ad operare in modo continuo e permanente sul porto anche grazie al contratto in essere a medio-lungo termine.

– Per il 2019 Aida manterrà il primato per presenze e numero di scali anche nel periodo di bassa stagione (nei mesi invernali in particolare).

– Gli altri brand del Gruppo: Princess, P&O, Cunard, Holland America e Seabourn manterranno i volumi degli anni precedenti.

– MSC ha confermato gli scali in home-port parziale iniziati nel 2018 con Msc Opera e per l’anno in corso (2019) potenzierà queste operazioni con Msc Fantasia, con una programmazione di 34 scali complessivi, anche con Msc Sinfonia e Msc Musica.

– Royal Carribbean alla fine sarà presente a Livorno anche con le linee di lusso, in particolare con Celebrity e Azamara Cruise.

Le previsioni per il 2019, quindi, in ambito crocieristico sono di un + 3,29%.

Tengo, a questo punto, a sottolineare, che entro il 2022 gli scenari dello shipping cambieranno: ci saranno forti flotte di navi alimentate a gas naturale liquefatto (LNG), in quanto riduce sia le emissioni di zolfo del 25% e sia la produzione di ossido di azoto dell’85%. Vedremo un più ampio impegno delle compagnie di navigazione a rendere la spedizione marittima più pulita, e questo include miglioramenti alla progettazione delle navi, nel senso di sviluppo di ricerca di motori di ultima generazione per ridurre, anche, il consumo di carburante. Si realizzeranno centri di navigazione della flotta, al fine di assistere le proprie navi nell’ottimizzare le rotte. E chissà perché, con un sorriso, mi viene alla mente il rigassificatore Offshore di Livorno.

A.F.

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Pubblicato il
15 Giugno 2019

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