Il “Baltic Dry Index” ai minimi storici

Nel grafico: L’andamento del BDI dal gennaio 2018 al gennaio 2019. Nella foto, la nuova “Cosco Shipping Solar” da 21 mila Teu.
ROMA – Rimbalzato su alcuni quotidiani anche italiani il mese scorso, il BDI (Baltic Dry Index) che misura l’andamento dei noli nelle principali categorie di trasporto marittimo Dry (esclusi cioè petrolio e gas vari) sembra in caduta libera dopo il picco positivo della scorsa estate. Come si vede dal grafico, che però si ferma allo scorso gennaio, siamo in uno dei momenti più negativi per il comparto, con pesanti conseguenze sull’armamento meno “robusto”. Da sottolineare che l’indice non riguarda i contenitori, che stanno però anch’essi registrando sofferenze per l’eccesso di offerta di trasporto rispetto alla richiesta. Un’offerta che è anche dovuta al crescente ingresso in linea di navi fullcontainers con sempre maggiori portate (l’ultima di Cosco, la “Solar” è accreditata per 21 mila Teu).
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Come si legge l’andamento del BDI? Secondo gli specialisti, è il risultato di un forte rallentamento dell’economia della Cina e della “quasi recessione” dell’economia dell’Europa: con in più, la guerra dei dazi innescata dagli Usa, che sta creando nervosismo sui mercati. Le conseguenze sono anche pesanti nel comparto bancario, dove i grandi istituti e gli stessi fondi d’investimento starebbero frenando nel credito alle costruzioni navali.
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