GNL nello “small scale”: i porti finalmente corrono

Nella foto: Il tavolo della sezione marittima condotto da Diego Gavagnin.
NAPOLI – ConferenzaGNL, alla sua quinta edizione nella città partenopea, ha confermato che il GNL è di forte interesse nel settore energetico ed é destinato ad avere un grande futuro come combustibile e come carburante nel medio periodo. Sicurezza di approvvigionamento e della domanda, sostenibilità ambientale, competitività, sono le ragioni per le quali è stato inserito nel piano integrato energia e clima presentato dall’Italia per far fronte agli accordi di Parigi. Il suo utilizzo ha uno sviluppo – secondo l’IEA International Energy Agency – previsto in continua e veloce crescita in tutto lo scenario mondiale fino al 2040. In questo quadro l’Italia potrà avere un ruolo rilevante per la posizione geografica favorevole alla distribuzione negli altri paesi.
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La ConferenzaGNL sugli usi dello small scale con focus sull’area Euro-Mediterranea è stata aperta dal presidente del Comitato Scientifico Sergio Garibba e fra i relatori ha avuto esperti a livello europeo, rappresentanze dei grandi nomi dell’energia, vertici delle associazioni di settore ed operatori nei vari segmenti. Il vice presidente della Cassa depositi e prestiti Luigi Paganetto ha informato che nel piano industriale discusso dall’ente è inserita una quota pari al 35% dei finanziamenti a favore delle nuove tecnologie, innovazione e transizione energetica e che il GNL viene ritenuto il ponte ideale verso le rinnovabili, insieme agli usi combinati del gas – ad esempio con l’energia solare – ed esistono progetti in tal senso dei quali si attende di valutare la validità. Non va dimenticato infatti che se il GNL riduce la produzione di CO2 in aria, secondo alcuni studi il processo estrattivo viene accompagnato da emissioni di gas metano che si riflettono in un aumento dell’effetto serra valutato intorno al 25%. Ancora da superare è anche il problema della certezza del costo del GNL e quello di una regolamentazione ad hoc che semplifichi e velocizzi: la creazione dei depositi di GNL nei porti italiani – per lo più storici – è spesso ostacolata dagli spazi ridotti e le necessarie analisi delle diverse situazioni implicano ritardi pesanti. Su questo si è espresso il presidente della AdSP del Mar Tirreno Centrale Pietro Spirito sottolineando il bisogno di far comprendere alle istituzioni che per facilitare questa transizione favorevole all’ambiente e alla comunità i sistemi portuali devono avere prospettive per lo stoccaggio all’interno dei recinti costieri.
Sulle coste italiane al momento è in costruzione il deposito di Oristano della Higas, joint venture fra Gas and Heat, Avenir LNG e CPL Concordia di cui ha parlato Claudio Evangelisti (Gas and Heat): il deposito prevede 6 serbatoi, con la possibilità di raddoppio. E’ il primo progetto ad essere autorizzato in Italia e dovrebbe essere il primo ad entrare in funzione nel 2020. Gas and Heat nel corso della Conferenza GNL ha inoltre sottoscritto un’unione di intenti con la società italiana di ingegneria Ecospray Technologies: il loro impegno sarà di operare per progettare e fornire impianti per la liquefazione del gas naturale che viene disperso nelle fasi degli stoccaggi a bordo navi e nei depositi costieri. Un altro deposito costiero è in fase di costruzione da parte di Edison, primo importatore di GNL in Italia, insieme a PIR (Petrolifera Italo Rumena) e sarà in esercizio nel 2021 nel porto di Ravenna. Ne ha parlato Fabrizio Mattana del settore Infrastrutture e LNG specificando che fa parte di un progetto integrato composto da deposito e navi pensato per coprire tutto il territorio nazionale. Prossimamente verrà realizzata una nave per il bunkering ed un secondo deposito a Napoli; è in valutazione inoltre anche un’opzione su Brindisi.
Fra i progetti è stato confermato da Alessandro Fino di OLT quello relativo alla predisposizione all’attracco sulla parte destra del rigassificatore FSRU Toscana delle navi di grande taglia e sulla parte sinistra di navi di dimensioni contenute fino a 120 metri. Come abbiamo già scritto nel numero scorso del nostro giornale, FSRU Toscana potrà quindi accogliere 41 piccole bettoline di ca 300.000 mc liquidi che potranno fare reloading su navi di piccola taglia. Il progetto presentato nel marzo scorso attende le autorizzazioni entro il 2019 per essere realizzato nel 2020-2021.
Lo sviluppo dello small scale è prioritario anche per SNAM – ha detto il Ceo del settore, Emanuele Gesù – che riguardo al GNL ha parlato della opportunità della microliquificazione da gasdotto come infrastruttura in grado di garantire senza interruzioni la fornitura agli shippers. Fra i progetti della SNAM anche il primo treno italiano a GNL.
Nell’analisi della situazione delle infrastrutture è stato riportato che il bunkeraggio di GNL è già disponibile nel Mediterraneo in 5 porti, in Francia e Spagna. Intanto le associazioni spingono per fare presto: da parte di Assogasliquidi è richiesta uniformità di norme per il bunkeraggio sia lato armatore che fornitore e in coerenza con l’Europa, l’impegno dello Stato alle riduzioni di tasse per il trasporto marittimo e facilitazioni per la costruzione dei distributori dell’LNG per il trasporto e per la small scale dei 3 rigassificatori in Italia. La riduzione delle emissioni di CO2 è uno degli obiettivi anche di ALIS che conta 1400 associati: molti fra loro stanno lavorando in questa direzione ed alcuni sono già avanti fra i quali Smet, Transitalia, LG3, Logicompany e Codognotto.
Il fattore tempo è di massima importanza in una situazione dove – ha evidenziato Michele Governatori della European Energy Retailers (principale associazione di non confindustriali) – si stimano in 80.000 le morti premature/anno in Italia per inquinamento, soprattutto di polveri sottilissime e di ossidi di azoto, che ci avvicinano in negativo ad alcune zone della Cina. Non si può dunque prescindere dai combustibili puliti, ma si sta verificando un’incertezza legata alle troppe tasse, mediamente maggiori del costo del prodotto sulla bolletta economica e che, si prevede, rimarranno anche con il GNL: una situazione che come conseguenza sta creando il fenomeno delle reti isolate, già fonte di preoccupazione per i gestori di rete principali, anche in paesi come la Francia.
Nella sessione marittima condotta da Diego Gavagnin, coordinatore di ConferenzaGNL, il direttore generale del trasporto marittimo del MIT Mauro Coletta ha parlato della difficoltà che il sistema ha nel rinnovarsi e che a fronte di un generale ritardo nei porti marittimi e di un’assenza totale di punti di distribuzione nel Sud, ci sono progetti comunitari aperti che – ha garantito – con l’aiuto degli stake holder saranno portati avanti dal Ministero. Da Assocostieri – attraverso il direttore Dario Soria – l’informazione che su 3 mln di metri cubi di bunkeraggio di fuel marino previsti al 2030 il GNL interesserà uno spazio fra il 20 e il 23% ed occorrono quindi infrastrutture per il rifornimento degli armatori in tempi brevi; secondo l’associazione esiste il timore che ci sia una difficoltà interna di governance in una fase che invece ha bisogno di una pianificazione strategica chiara con un responsabile a questo preposto: e a tale fine ha richiesto una riattivazione del tavolo degli interessati. Per la categoria armatori Franco Porcellacchia, vice presidente della Carnival, ha informato che nonostante la situazione complessa data anche dall’incertezza sul costo futuro del GNL e dalla difficoltà di rifornimento nave, la compagnia crocieristica ha voluto comunque assumersi la sua responsabilità impegnandosi fortemente nell’investimento sul GNL con 11 navi (di cui una già operativa nel Mediterraneo, la AidaNova) che le saranno consegnate entro il 2025.
Cinzia Garofoli
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