Ma l’Italia come sempre è in ritardo
ROMA – Ce lo vogliamo dire? In un mondo in cui il GNL sta diventano il tema del giorno per la protezione dell’ambiente ma anche come carburante navale del prossimo futuro, alcuni esponenti qualificati dal nostro governo esprimono ancora dubbi (come Rixi durante la recente visita a Livorno). E la necessaria rete di approvvigionamento sui porti e sulle autostrade viene avanti con tutta la lentezza che è caratteristica della nostra burocrazia.
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Forse in un futuro successivo il GNL potrà essere superato, in chiave di costi e di “pulizia”: si parla dell’idrogeno a celle – i nostri sommergibili lo usano da anni – e di altre fantasiose sperimentazioni, che comprendono anche le vele e gli aquiloni. Ma siamo alle nicchie, che non devono distrarre dai risultati seri. Anche i recenti nuovi ingressi nell’azionariato di OLT Toscana Offshore vanno presi come segnale di interesse, non certo di disimpegno. L’importante ora è far presto: perché tra poco arriveranno anche sui nostri mari le navi a GNL e se i tempi delle stazioni di rifornimento portuali sono quelli che si dicono, ancora una volta arriveremo in ritardo. Bella Italia, amate sponde…
Antonio Fulvi
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